Iniziative — 10 maggio 2006

De Angelis: non c’è impresa senza il supporto del sistema creditizio.

Istituzioni, banche e imprese
unite per rilanciare l’economia

Regione Lazio, banche e imprenditori. Insieme, per creare le condizioni affinché le aziende del Lazio possano crescere, incrementando utili e occupazione.

Valori: servono forme di innovazione finanziaria che aiutino le iniziative economiche

La sfida è ardua. Proprio l’accesso al credito bancario, infatti, è una delle maggiori fonti di preoccupazione soprattutto per i piccoli imprenditori; proprio loro che di idee per fare soldi ne hanno tante, ma non riescono a trovare i mezzi per farsele finanziare. E, d’altra parte, come dare la colpa ai direttori di banca, che devono rendere conto all’istituto dei loro investimenti? Con le piccole imprese, infatti, si corrono troppi rischi di insolvenza, ed allora meglio cautelarsi chiedendo garanzie patrimoniali. Per questo è scesa in campo anche la Regione, con l’intento di fare da interfaccia, garantendo cioè le banche da una parte e sostenendo i progetti dell’impresa dall’altra.

Il tema è stato al centro di un convegno, «Ruolo delle banche e nuova politica di sostegno alle imprese nella Regione Lazio», che ha visto come protagonisti l’ABI Lazio, l’associazione regionale delle banche, il Mediocredito Centrale, la Regione Lazio e  la Cassa Depositi e Prestiti.

Qualcosa sta cambiando, questa è la sensazione di tutti. L’ABI Lazio ha tra l’altro reso noti i dati sull’andamento dei finanziamenti, comunicando che alla fine dello scorso anno le banche hanno erogato 154 miliardi di euro per lo sviluppo dell’economia regionale, con una crescita del 5,9% rispetto al 2004, crescita di cui hanno beneficiato soprattutto artigiani, agricoltori e imprese edilizie.

«Le banche – ha affermato Cesare Caletti, numero uno di Mediocredito Centrale – stanno mostrando una crescente attenzione alle PMI e all’artigianato, l’ossatura del nostro sistema economico. Una crescita, ha assicurato, che sarà costante, «grazie anche alla riforma della 488 sugli incentivi pubblici, che consentirà al settore bancario di assumere un ruolo da protagonista nei processi agevolativi e nel dialogo con Istituzioni e Amministrazioni centrali».

Musica per le orecchie del Presidente di Sviluppo Lazio Giancarlo Elia Valori, che ha sottolineato l’esigenza «di sostegno ai settori dell’innovazione, all’impresa minore, all’espansione dei distretti industriali. Per questo, ha aggiunto, occorre promuovere la crescita del “venture capital” e di altre forme di innovazione finanziaria che aiutino le iniziative economiche».

Le buone notizie arrivano dal profilo legislativo. La legge 311 del 2004 ha istituito infatti un fondo rotativo di 6 miliardi di euro per le imprese presso la casa depositi e prestiti, prevedendo inoltre la concessione di finanziamenti bancari. «Il legislatore ha individuato nel sistema bancario un soggetto che possiede, per conoscenza del territorio, le capacità di valutare se assegnare agevolazioni pubbliche – ha detto Mario Cataldo, dirigente del settore crediti dell’Abi. Le banche hanno un grosso valore in questo quadro e ne sentiamo tutta la responsabilità».

I piccoli imprenditori chiedono però elasticità. La loro paura è che – nonostante la legge e la disponibilità dei fondi – le banche continuino a giudicare l’impresa non per i suoi progetti ma per il capitale a disposizione. Ed è qui che intende intervenire la Regione.

Francesco De Angelis, assessore alla piccola e media impresa, è chiaro: «non esiste possibilità di impresa senza il supporto delle banche. Cerchiamo allora di lavorare insieme e fare squadra, per sostenere le attività produttive, che vedono amplificate le difficoltà di competizione alla luce della globalizzazione dei mercati. La Regione sta lanciando diversi strumenti per sostenere le piccole imprese nel rapporto con le banche, ma dobbiamo uscire dalla mentalità dei compartimenti stagni. La competitività di un sistema economico nasce dalle sinergie tra gli attori del territorio: amministrazioni, associazioni di categoria e sindacali, sistema bancario, imprenditoria, enti di ricerca, poli industriali e tecnologici. Insieme dobbiamo creare progetti in grado di valorizzare la nostra capacità produttiva, puntando a far emergere le vocazioni del territorio ed a dare fiducia e slancio alla rete delle Pmi. Se cresce l’economia, i primi a giovarsene saranno proprio le banche».

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