Iniziative — 19 luglio 2006

La Giunta Regionale del Lazio approva la legge sui pubblici esercizi

Roma, 18 luglio 2006

«È una legge che semplifica, ma non liberalizza. Una legge che elimina ostacoli e barriere a chi intende investire. Una legge che intende sostenere gli investimenti delle imprese, favorire la qualità e la tutela del consumatore. Che nasce dalla concertazione e si basa sulla sussidiarietà, segnando una pietra miliare per lo sviluppo di un settore che nel Lazio conta, tra ristoranti, bar ed esercizi similari, 23.630 attività».

È il commento dell’Assessore alla piccola e media impresa, commercio e artigianato Francesco De Angelis, all’approvazione da parte della Giunta regionale del Lazio della proposta di legge che disciplina le attività di somministrazione di alimenti e bevande, promossa dallo stesso Assessore.

«La legge, prosegue l’Assessore, va a sanare un vuoto legislativo, che negli anni ha creato confusione nel settore. Il motivo portante della legge è semplificare la materia e favorire la libera concorrenza. Sarà più facile avviare un’attività di somministrazione: le attuali quattro autorizzazioni (ristoranti, bar, bar con intrattenimento e sale da te) vengono ricondotte ad una unica licenza; vengono semplificate le procedure ed azzerate le discrezionalità, con l’eliminazione del REC (il Registro degli Esercenti il Commercio) e delle Commissioni pubblici esercizi regionale, provinciali e comunali. In base al principio della sussidiarietà, i comuni vengono chiamati a svolgere la funzione programmatoria, determinando – in accordo con le forze sociali – i criteri delle aperture, rilasciando le autorizzazioni e garantendo i principi della concorrenza e della libera iniziativa economica».

Il rilascio della licenza non è subordinato all’effettivo possesso dei locali e non sono previste distanze minime tra gli esercizi né ulteriori autorizzazioni per l’ampliamento dell’attività.

«Abbiamo prestato particolare attenzione – aggiunge De Angelis – alla formazione, con percorsi formativi e di  aggiornamento degli operatori e dei loro dipendenti, alla tutela dei consumatori ed alla pubblicità dei prezzi, con l’obbligo di esposizione dei listini, la chiara indicazione di eventuali maggiorazioni e soprattutto con la soppressione della voce “pane e coperto” dai menu».

«La legge proposta dall’Assessore De Angelis – ha affermato il Presidente della Regione Piero Marrazzo – opera una significativa svolta nel vasto settore dei pubblici esercizi. La tutela dei consumatori, della libera concorrenza, la formazione e l’aggiornamento degli operatori, la sussidiarietà e l’autonomia dei comuni, lo snellimento delle procedure sono altrettanti principi con cui la legge regionale modernizzerà la rete di bar e ristoranti, contribuendo a dare certezze e qualità al mercato».

È stato calcolato che il costo di un coperto in media è di 1,5 euro e che ogni giorno, in media,  i ristoranti offrono 20 pasti. Il risparmio giornaliero per i consumatori del Lazio, dunque, ammonta a 336mila 750 euro.

In base ai dati dell’Osservatorio regionale del commercio, i ristoranti nel Lazio, sono 11.225, il numero dei bar è di 10.964.

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