Iniziative — 18 ottobre 2006

Un marchio di qualità per l’artigianato del Lazio

13 Ottobre 2006
COMUNICATO STAMPA

0.1. Approvato dalla Giunta il Testo Unico dell’artigianato. Previsti 9 milioni di euro per il triennio 2007-2009 

«La Regione concederà un marchio di qualità con la dicitura “Regione Lazio” alle lavorazioni artigianali artistiche e tradizionali che risponderanno a precisi disciplinari di produzione. Le commissioni provinciali per l’artigianato rilasceranno il contrassegno alle imprese, dopo aver verificato l’effettiva possessione dei requisiti».

È una delle novità del Testo Unico sull’artigianato, presentato stamani dall’Assessore alla piccola e media impresa, commercio e artigianato Francesco De Angelis.

«Con il Testo Unico, al quale stiamo lavorando da un anno insieme alle associazioni di categoria – ha affermato il Presidente della Regione Piero Marrazzo – la Regione riconduce ad una unica legge tutta la normativa riguardante l’artigianato.

Gli obiettivi portanti della legge sono la semplificazione, lo sviluppo del settore e la tutela dell’artigianato artistico e tradizionale, autentico patrimonio storico e culturale del nostro territorio. Una legge concertata e che punta sulla sussidiarietà: abbiamo infatti delegato ai Comuni le competenze per lo sviluppo dell’artigianato e coinvolto le associazioni di categoria per sostenere la competitività delle piccole e medie imprese».

I settori tradizionali tutelati sono: cuoio e tappezzeria, decorazioni, fotografia, riproduzione di disegni e pittura, legno e simili, ferro e metalli comuni, oro, metalli pregiati, pietre preziose, pietre dure, restauro, strumenti musicali, tessitura, ricamo e simili, vetro ceramica, pietra e affini.

«Per tutelare, ha proseguito De Angelis, dobbiamo tramandare. A tale scopo, le imprese artigianali tradizionali potranno attivare le cosiddette botteghe-scuola, che consistono in percorsi formativi che abbinano teoria e pratica degli allievi per l’apprendimento delle arti e dei mestieri. Questo è fondamentale se vogliamo mantenere in vita tradizioni produttive che altrimenti, con la scomparsa del titolare o con la chiusura della bottega, rischiano di morire.

E nel campo dell’occupazione, la Regione con il Testo Unico destina contributi alle imprese per l’assunzione di apprendisti, di personale con contratto a tempo indeterminato e di portatori di handicap».

Nel campo della promozione viene istituito l’albo regionale degli espositori artigiani, di cui faranno parte le imprese ritenute meritevoli da una Commissione, allo scopo di promuovere ed incentivare i prodotti dell’artigianato laziale presso fiere, mostre ed esposizioni.

«La Regione, ha proseguito De Angelis, ha già previsto di finanziare la legge sul testo unico con 9 milioni di euro per il triennio 2007-2009. E per velocizzare il sistema degli incentivi, abbiamo istituito un fondo unico in cui faremo confluire le agevolazioni previste a sostegno dell’artigianato. In tale modo evitiamo la dispersione delle risorse in numerose leggi di incentivo, dirigendo invece gli stanziamenti a sostegno di settori e comparti produttivi individuati volta per volta come strategici».

Tra i principali contributi alle imprese, il Testo Unico prevede anche incentivi per la ristrutturazione di botteghe localizzate nei centri storici ed agevolazioni per le imprese che decidono di investire nel settore del commercio elettronico.

In questo caso la Regione finanzia, tra l’altro, l’acquisto di hardware e software, l’affitto della banda per il collegamento in rete, la realizzazione del progetto grafico del sito, la promozione e la formazione.

Oggi l’artigianato laziale è rappresentato da oltre 96mila imprese: il 66% presenti a Roma e Roma, l’ 11% a Frosinone, il 10% a Latina, l’8% a Viterbo e il 4% a Rieti.

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