Iniziative — 9 novembre 2006

Con Zingaretti i DS guardano all’Europa e ai giovani

Crescono i consensi per la segreteria regionale al parlamentare europeo
De Angelis: “Dopo l’ottimo lavoro di Meta, è lui la persona giusta per una guida forte sicura" 

La politica non conosce soste. E soprattutto lui. Specie in un momento in cui di carne a cuocere ce n’è tanta da invitare tutti a serrare le fila per affrontare un periodo davvero importante per la crescita del territorio: il partito, i giovani ed il loro futuro, il partito Democratico e l’elezione del nuovo segretario regionale.

Francesco De Angelis osserva e riflette dal suo ufficio dell’assessorato alla piccola e media impresa della Regione Lazio. Pensieri profondi, caratterizzati dalla convinzione di continuare la stagione con l’impegno di sempre per raggiungere nuovi e ambiziosi risultati.

Il primo pensiero è per i Democratici di Sinistra.

“Un partito in salute e che sta mettendo la propria autorevole firma sul processo di trasformazione del nostro Paese e della nostra regione. Nell’ambito delle varie tornate elettorali, ci siamo proposti con programmi concreti, certamente impegnativi, ma credibili. La gente ha compreso tutto ciò e ci ha premiato. Certo, non possiamo considerare quanto raggiunto come un punto d’arrivo. È solo una tappa di quel cammino riformista sul quale stiamo lavorando e per mezzo del quale vogliamo mettere il Paese nelle condizioni di poter competere e crescere”.

Dia una definizione dei DS, oggi

Siamo il partito degli impegni mantenuti, cosa rara in politica. Ad ogni appuntamento politico mi colpisce sempre la straordinaria partecipazione della gente, la voglia di rendersi partecipi. I Democratici di Sinistra hanno dimostrato un grande attaccamento alla maglia, uno straordinario senso di appartenenza e di apertura al nuovo. Siamo un partito forte ed unito, e questo grazie a Mauro Buschini ed al gruppo dirigente della Federazione, un gruppo giovane e motivato che ha lavorato in modo egregio.

A proposito di giovani, credete molto in loro

“Sono il nostro futuro. La scommessa fatta qualche tempo fa è vinta. In provincia di Frosinone, così come in tutta la regione, è tornato il desiderio di quel sano impegno che sembrava perduto. Le nuove leve sono mosse da una voglia di rendersi protagonisti del cambiamento, che ricorda il sentimento e la passione dei miei primi passi nella politica. Ai giovani dico: bravi, andate avanti cosi, abbiamo bisogno del vostro entusiasmo e delle vostre idee”.

Ma perché i giovani dovrebbero scegliere l’Ulivo per il loro impegno?

“Perché l’Ulivo parla ai bisogni e alle speranze delle giovani generazioni. Alle elezioni politiche per la Camera, nel Lazio il centrosinistra ha vinto grazie ai giovani. Adesso tocca a noi rispondere a quella forte domanda di cambiamento e rinnovamento. L’Ulivo ha vinto perché ha saputo parlare ai giovani, mettendo in campo un progetto politico vero. La nuova generazione che si affaccia sulla scena politica si è riconosciuta nell’Ulivo, il simbolo del nuovo partito democratico, una grande forza riformista per il governo del Paese. Bene ha fatto Zingaretti nel recente convegno di Ceprano a mettere l’accento sulla necessità di investire sulla crescita di una nuova classe dirigente.

Zingaretti. Appunto. Sarà lui a guidare il partito regionale?

“E’ la persona giusta. Il nostro partito ha bisogno di un segretario forte, autorevole, prestigioso, capace di percepire quelle che sono le istanze del territorio e della società. Serve una candidatura che valorizzi le vocazioni dei singoli territori della nostra regione, che sappia proiettare lo sviluppo a livello europeo ed internazionale. Anche se giovane, Zingaretti ha già mostrato grandi capacità, come testimoniano le sue precedenti esperienza e il suo attuale impegno di presidente del gruppo parlamentare europeo. Zingaretti è una persona che conosce il Lazio ed è fortemente radicato sul territorio. Straordinaria è stata anche in Ciociaria la sua affermazione alle recenti elezioni europee. Sono queste le ragioni che ci spingono a sostenere con convinzione la sua candidatura alla segreteria regionale. Una guida forte e sicura in una difficile ma esaltante fase politica che ci vede nel governo del paese e  impegnati nella costruzione del partito democratico”

È la persona che saprà valorizzare e difendere l’identità della nostra regione?

“Ne sono fortemente convinto. Sarà capace di dare forza al rapporto tra Roma e le altre province del Lazio. Un rapporto sinergico, positivo e non conflittuale. Il Lazio ha bisogno di Roma e Roma non può fare a meno della regione. E Nicola può farsi garante di questo progetto meglio di chiunque altro”

A Zingaretti dunque il compito di raccogliere il testimone di Meta?

“Si. E approfitto di questo spunto che mi consente di rivolgere un pubblico e convinto ringraziamento al lavoro svolto in questi anni da Michele Meta. Con lui il partito è cresciuto ed è stato protagonista di successi straordinari. Ha saputo condurre i Ds nella difficile missione di tornare alla guida della regione. Meta è stato un grande ascoltatore, con straordinarie capacità propositive, organizzative e di direzione politica. Una vera e propria risorsa per tutto il partito anche nella nuova veste di presidente della commissione Trasporti alla Camera dei Deputati. La sua elezione in questo prestigioso incarico è il giusto riconoscimento e premio al lavoro svolto fin qui”.

De Angelis, il partito democratico è la prossima sfida.

“E’ un progetto necessario se vogliamo pensare ad un Paese e ad una classe dirigente capace di rispondere alle esigenze della nuova politica. Dobbiamo ridare fiducia e speranza agli italiani. Possiamo farcela nonostante la difficile situazione finanziaria  che ereditiamo dai governi di centrodestra. Dobbiamo saper coniugare l’esigenza di risanamento dei conti pubblici con l’obiettivo della crescita e dello sviluppo per ridare credibilità e prestigio all’Italia che ora più che mai ha bisogno del partito democratico, una grande forza politica di governo e autenticamente riformatrice. Una guida, un punto di riferimento che serve anche al centrosinistra se vogliamo rendere più forte, stabile e coesa la coalizione”.

Il nuovo soggetto politico sarà una partita a due?

“E’ sbagliato pensare al Partito Democratico come ad una sommatoria dei Ds e della Margherita. Bisogna andare oltre. Il Partito democratico deve aprirsi alle forze migliori della società civile. C’è tanta gente che non si riconosce nei Ds e nella Margherita ma che è pronta a sostenere questo grande, straordinario e ambizioso progetto politico. Non deve essere un processo calato dall’alto ma deve partire dal basso e da subito dobbiamo lavorare per favorire la partecipazione della gente. Non è una operazione decisa a tavolino ed è nostro compito riempirla di contenuti”.

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