Iniziative — 17 novembre 2006

De Angelis: approvata dal Consiglio Regionale la legge sui pubblici esercizi

Roma, 16 Novembre 2006
COMUNICATO STAMPA

L’ASSESSORE: MOMENTO STORICO PER LO SVILUPPO DEL SETTORE.

Licenza unica, giro di vite sui circoli privati, eliminazione di pane e coperto, più facile avviare una nuova attività. 

«È un momento storico per le imprese dei pubblici esercizi del Lazio. La legge approvata oggi dal Consiglio regionale, una legge innovativa, consentirà di semplificare le procedure e consentirà a centinaia di giovani di aprire una attività. È una legge che semplifica, ma non liberalizza, eliminando lacci e barriere a favore di chi intende investire, favorendo la qualità e la tutela del consumatore».

È il commento dell’Assessore alla piccola e media impresa, commercio e artigianato Francesco De Angelis all’approvazione da parte del Consiglio, con 37 voti a favore e 15 astensioni, della sua proposta di legge: “Disciplina dello svolgimento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande”.

«Oggi, ha spiegato De Angelis, mettiamo le ali al settore, fino ad oggi ingessato da una serie di lacci che ne hanno bloccato lo sviluppo. Basti pensare che, tra il 2003 ed il 2005, in tutta la regione hanno aperto appena 256 nuove imprese».

I cardini della legge sono l’unificazione delle tabelle merceologiche in una sola licenza, l’azzeramento delle commissioni che esprimevano pareri sulle nuove aperture, l’abolizione del REC e delle distanze minime per l’apertura di un nuovo esercizio, l’eliminazione della voce pane e coperto, la regolamentazione dei circoli privati e la concessione di poteri speciali al Comune di Roma.

«Con questa legge la Regione tutela il centro storico di Roma. La Capitale, ha spiegato De Angelis, esprime circa 10mila tra bar e ristoranti, e presenta una rilevanza turistico-monumentale tale da renderla realtà a sé rispetto al resto della regione. Per questo la legge conferisce al Campidoglio, in deroga agli indirizzi regionali, poteri speciali per la determinazione dei criteri e degli indici per il rilascio di nuove autorizzazioni e rilascerà una apposita autorizzazione per tutte quelle attività che abbinano la somministrazione ad attività culturale, sportiva o ricreativa. In pratica i circoli privati verranno assimilati alle attività di somministrazione, e per l’apertura sarà necessaria l’autorizzazione comunale».

«È una legge all’insegna della semplificazione e della libera concorrenza, ma non sarà una deregulation. L’unificazione delle tabelle non equivale alla liberalizzazione. Anzi: chi oggi è titolare di due autorizzazioni, domani ne avrà una sola, ed il suo titolo non sarà più trasferibile.

La legge sopprime la voce “pane e coperto” dai menu, contiene l’obbligo di esposizione dei listini e la chiara indicazione di eventuali maggiorazioni. I rappresentanti dei consumatori entreranno a far parte dell’Osservatorio del commercio, ha concluso l’Assessore, potendo così decidere insieme agli altri attori le strategie di sviluppo».

 
LEGGE DE ANGELIS SUI PUBBLICI ESERCIZI

Aspetti innovativi (in relazione alla disciplina precedente):

   1. Unica licenza per le autorizzazioni all’esercizio di attività di somministrazione: (con la vecchia norma per ogni forma di attività – bar, ristorante, vendita senza alcolici, locali con intrattenimento – occorreva un’autorizzazione specifica –A,B,C e D. La legge De Angelis consente, quindi, con un unico titolo autorizzatorio, di poter esercitare le diverse forme di somministrazione)

   2. Abrogazione delle commissioni, comunali e provinciali: (le commissioni, composte da rappresentanti delle categorie economiche, avevano il potere di bloccare, con il proprio parere, sia i piani di sviluppo comunali per i pubblici esercizi, sia l’apertura di nuove attività).

   3. I comuni, sulla base di indirizzi della Regione, approvano i criteri per lo sviluppo degli esercizi di somministrazione: (alcune proposte di legge regionali precedenti, disponevano che la regione stessa determinasse i parametri numerici e dunque la quantità di esercizi da aprire sul territorio. Ciò avrebbe compresso il potere di gestione del proprio territorio da parte dei comuni, oltre che contravvenire al principio di sussidiarietà);

   4. non sono previste ulteriori autorizzazioni per l’ampliamento dei locali in cui si svolge l’attività, né sono previste distanze minime tra gli esercizi di somministrazione;

   5. Eliminazione dell’iscrizione al REC (registro esercenti commercio) come requisito all’esercizio dell’attività. La nuova legge prevede corsi di aggiornamento rivolti ai titolari e ai dipendenti;

   6. Trasparenza nell’informazione ed, in particolare nell’esposizione dei prezzi e delle eventuali maggiorazioni. Abrogata la voce “coperto” nell’ambito del servizio di ristorazione al tavolo.

   7. onde evitare forme di speculazione, la norma transitoria della  legge  prevede che, dal momento della sua entrata in vigore, tutte le autorizzazioni possedute da un unico soggetto si intenderanno come una sola:

(infatti, essendo unica la tipologia autorizzatoria, chi detiene più licenze – ad es.: di ristorante e di bar –  potrebbe, dopo l’entrata in vigore della legge, rivendere una delle due, rimanendo comunque titolare di un’autorizzazione che gli consentirebbe  l’esercizio sia del bar sia del ristorante. La norma citata è mirata proprio ad evitare tale fenomeno speculativo).

 
 
 

PRINCIPALI EFFETTI PER L’APPLICAZIONE DELLA LEGGE DE ANGELIS:
 

 -    Maggiore velocità e semplificazione amministrativa per i procedimenti di rilascio di nuove licenze, voltura, trasferimento, ampliamento delle attività.

 -    Applicazione del principio di sussidiarietà (regole generali e indirizzi della Regione, programmazione, gestione e controllo da parte dei Comuni).

 -    Maggiore tutela per i consumatori: completezza dell’offerta, trasparenza dell’informazione e chiara indicazione dei prezzi, eliminazione della voce “pane e coperto”.

 -    Più concorrenza e maggiore libertà imprenditoriale per gli operatori, con particolare riferimento alla scelta di diversificare la  tipologia  dell’offerta.

 -    Aumento degli esercizi sul territorio regionale, facilitazioni per i giovani che intendono avviare un’attività.

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