Iniziative — 3 aprile 2007

I DISTRETTI INDUSTRIALI, AMBASCIATORI DEL MADE IN LAZIO NEL MONDO

Relazione dell’assessore Francesco De Angelis al convegno
LE ECONOMIE DISTRETTUALI: SERVIZI E STRUMENTI PER LO SVILUPPO DEI SISTEMI ECONOMICI LOCALI

3 aprile 2007
Roma, Mediocredito Centrale

 

Premessa
Investire sui distretti industriali e sui sistemi produttivi locali significa potenziare e rafforzare la competitività delle aree di eccellenza produttiva. Secondo l’Istat dai distretti censiti in Italia dipende il 40% dell’occupazione manifatturiera ed almeno un terzo delle esportazioni nazionali. Il dato evidenzia meglio di qualsiasi affermazione l’importanza strategica dei sistemi produttivi nell’ottica della creazione di sistemi di rete volti a favorire sinergie pubblico-private e l’affermazione sui mercati delle pmi. Queste ultime infatti, da sole non sono in grado di competere con i mercati globalizzati, e proprio per questo è necessario promuovere progetti di natura consortile in grado di fare emergere le specificità locali e le nicchie di qualità.

L’attività della Regione
In questo senso va l’attività della Regione e in particolare dell’assessorato alla Piccola e media impresa, commercio e artigianato.
Il rilancio dell’Agenzia di Sviluppo Lazio ha proprio lo scopo di dare attuazione operativa al programma regionale di sviluppo economico del territorio e per l’internazionalizzazione delle PMI.
La Regione Lazio è impegnata in un ambizioso ma necessario programma di assistenza tecnica, animazione territoriale e snellimento delle procedure, per innescare dal basso verso l’alto un processo di proposta imprenditoriale.
L’attività della Regione è tesa infatti a promuovere un nuovo sistema di sviluppo più forte, più integrato e teso a valorizzare e a rendere flessibili e aperte all’evoluzione le specificità produttive locali, in un contesto di globalizzazione.
Guardiamo, per restare in tema, ai distretti industriali più dinamici: negli ultimi anni hanno avviato e portato a compimento autentiche metamorfosi, potenziando le specializzazioni produttive per rispondere, e alcune volte per anticipare, le tendenze del mercato.
Una realtà produttiva statica è destinata al fallimento, e spetta dunque alle amministrazioni in primis con una oculata programmazione, ma soprattutto alle imprese ed alle loro organizzazioni, saper cogliere i segnali e scegliere le strategie per creare nuove soluzioni in grado di competere sui mercati.
È fondamentale quindi sottolineare l’esigenza di creare un cultura del distretto.
Distretto che non è da considerare un’etichetta né il destinatario di un contributo a pioggia, ma come la sintesi delle progettualità pubblico-private per far crescere l’identità produttiva locale legata al settore di specializzazione.
Ne consegue che occorre tener conto, nella programmazione degli interventi a sostegno dei distretti, della effettiva cantierabilità dei progetti; dei tempi di esecuzione; della congruità tra costi e benefici per le imprese e le comunità del territorio; del grado di partecipazione delle parti economiche e sociali e dei lavoratori; della professionalità della compagine sociale e societaria proponente; degli investimenti privati per la realizzazione del progetto.

La legge regionale 36 del 2001 ed il IV bando
Tali considerazioni rimandano subito alla legge laziale di riferimento, la 36 del 2001, che, pur avendo colmato una lacuna decennale rispetto alla legge quadro nazionale, si è mostrata nei fatti inadeguata a soddisfare le esigenze di sviluppo territoriali.
È mancato in particolare un serio raccordo con le parti territoriali, elemento necessario e fondamentale per fare in modo che gli interventi non siano calati dall’alto, ma vengano concertati con le forze istituzionali e produttive locali. E dunque disegnati in base alle reali esigenze del territorio.

I tavoli sui distretti
Per questo abbiamo reso operativi gli articoli 7 e 8 della stessa Legge, che prevede la partecipazione degli attori locali  alle scelte di politica industriale adottare dalla Giunta regionale su input di Sviluppo Lazio. Come dicevo prima, quindi, nessuna scelta calata dall’alto, innescando invece un processo di sistema che prevede l’analisi delle proposte che nascono dal territorio, l’avvio di tavoli di lavoro in cui decidere insieme e l’attuazione di interventi concordati con i protagonisti locali.

I distretti integrati: innovazione e internazionalizzazione
Stiamo inoltre lavorando per creare una nuova cultura di distretto, in linea anche con quelli che sono gli orientamenti programmatici del Governo, che ha introdotto l’istituto del distretto produttivo.
Questo è il punto: i distretti non sono entità astratte ma realtà che nascono e si sviluppano grazie all’integrazione tra imprese nel settore in cui sono specializzate.
Per questo è fondamentale la selettività, non nel senso dell’esclusione, ma per valorizzare i progetti comuni a più imprese, orientati all’innovazione ed all’internazionalizzazione.
Un distretto deve essere dinamico, deve saper trainare lo sviluppo, deve essere in grado di affermarsi all’estero, dialogando e rapportandosi con le eccellenze di altre regioni.
Penso ad esempio alla nautica: il Lazio, come sapete, è la prima regione ad aver riconosciuto un sistema produttivo legato a questo importante settore. Ebbene, siamo convinti che, proprio in virtù delle eccellenze di cui disponiamo, dobbiamo avere la capacità di internazionalizzarle con un progetto di medio termine.
A tal proposito abbiamo promosso una missione tecnica di Sviluppo Lazio, che ha partecipato alla fiera di Qingdao, in Cina, per il secondo  Incontro Italo – Cinese sulle Tecnologie Innovative per le PMI, per valutare progetti di collaborazione in campo industriale, scientifico e tecnologico, in particolare sulla nautica.
In questi giorni tra l’altro, stiamo portando a termine l’iter per l’approvazione della prima legge laziale sull’internazionalizzazione delle PMI, che stanzia risorse apposite per l’aggregazione delle piccole imprese e la promozione di progetti consortili all’estero. Una legge amica delle imprese, per sostenere il made in Lazio nel mondo e favorire la penetrazione dei nostri prodotti di eccellenza sui mercati.

Il bando 2006 e il bando 2007
I distretti, dunque, sono il veicolo privilegiato del made in Lazio. Molto abbiamo investito e molto investiremo.
Nel 2006 il IV bando della legge 36 ha stanziato 15 milioni di euro per le imprese, introducendo numerose novità, in ordine principalmente alla semplificazione procedurale, alla attenzione concreta verso i progetti consortili, per le pmi, per le associazioni temporanee di impresa e per le associazioni temporanee di scopo. Per avere una dimensione dell’investimento regionale occorre pensare che nei tre precedenti bandi lo stanziamento complessivo fu di 12,5 ml di euro.
Il bando 2006 ha riscosso grande successo tant’è che il numero delle domande pervenute è stato altissimo e l’importo delle richieste quasi doppio rispetto alle pur sostanziose disponibilità.
E per il 2007 la Regione aprirà un nuovo bando, rivolgendosi in particolare ai due nuovi distretti: nautica e cartario.

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