Comunicati stampa — 3 giugno 2007

DE ANGELIS: DOPO LA VITTORIA PARTE LA SFIDA DEL PD

Il dopo-voto a Frosinone. Ora acceleriamo sul pd

Intervista all’Assessore Francesco De Angelis, pubblicata su Ciociaria Oggi.


Dopo la vittoria alle amministrative, Francesco De Angelis lancia una nuova sfida
«IL MODELLO FROSINONE NEL PARTITO DEMOCRATICO»
Una rete di associazioni per la Costituente

Camicia bianca e jeans. Seduto nell’ufficio del suo assessorato in Regione, Francesco De Angelis ha tra le dita il sigaro della vittoria. Lo abbiamo trovato così, accogliente, sereno, sempre sorridente. Chi non lo conosce direbbe che è pago della vittoria. Regista e protagonista della vita politica ciociara, De Angelis è stato determinante nella scelta della candidatura e nella vittoria di Michele Marini. Ed i risultati gli hanno dato ragione.

 «Si è trattata di una vittoria storica. Non siamo mai stati così in alto. Ora voglio portare il modello Frosinone all’interno del Partito Democratico».

Poi, dopo i convenevoli, si capisce subito che il leader dei DS di Frosinone non si ferma. Anzi, dopo neanche una settimana dalla vittoria delle elezioni amministrative, già è pronto a ripartire. Con un progetto chiaro e deciso.

Assessore, una battuta sul recente voto

«Una grande vittoria di Michele Marini e del centrosinistra. Un premio al buongoverno e ad una classe dirigente che in questi anni ha lavorato per unire e aprire alla società civile il centrosinistra. Ora acceleriamo i tempi del Partito Democratico».

Il Partito Democratico, dunque, è alle porte. Lei è stato chiamato alla direzione nazionale della Costituente. Che ritiene di fare?

«La costruzione del PD richiede l’impegno di tutti. Sono stato sollecitato da tanta gente e tanti compagni a dare il mio contributo per un progetto ambizioso che serve al Paese e a tutto il centrosinistra».

Il successo di Frosinone è una buona spinta?

«Si, il successo del capoluogo apre la strada al Pd. La lista dell’Ulivo e le liste civiche sono la conferma della forza di questo ambizioso progetto politico».

E quale sarà l’iniziativa di Francesco De Angelis?

«Il mio obiettivo è di unire nel progetto del Pd un gruppo di persone, amministratori, politici, imprenditori, rappresentanti del mondo culturale, dell’associazionismo, della società civile. Tutta gente che in questi anni ha condiviso con me un progetto, un’idea di sviluppo della provincia e di rinnovamento della politica. Uomini e donne che hanno costruito quel modello Frosinone che tanti guardano con simpatia e che oggi, dopo lo straordinario successo di Frosinone e Ceccano, è diventato punto di riferimento per la politica regionale».
 
Chi saranno i promotori di questa iniziativa?

«E’ un progetto che parte dal basso. Ho maturato l’idea di promuovere una rete di associazioni aperte alla società civile parlando, in queste settimane, con Mauro Buschini e con tutte le persone che mi sono più vicine. E proprio insieme a Mauro ho verificato che c’è tanta voglia di un nuovo partito».

A chi rivolgete l’invito?

«Penso innanzitutto alla classe dirigente che in questi anni è stata protagonista di tante battaglie politiche; penso ai giovani che guidano il partito con entusiasmo e passione. Mauro Buschini ne è un esempio. Ma guardiamo anche fuori dai partiti: agli amministratori di aziende ed enti istituzionali, alle associazioni e ai movimenti che sono quotidianamente impegnati nella difesa dei diritti dei cittadini. E a tutte quelle forze che hanno contribuito a creare il modello Frosinone. Ecco, con loro vogliamo avviare un percorso per la costruzione di un nuovo partito ».

Con il modello Frosinone, cosa porterete all’interno del Pd?

«Non la riproposizione di vecchi schemi, ma un progetto che punta a costruire un nuovo blocco sociale, in grado di interpretare e rispondere alle nuove domande della società».

Sul terreno dei contenuti, quali gli obiettivi?

«Due su tutti: avvicinare i giovani alla politica e alle istituzioni e far crescere la fiducia e la partecipazione dei cittadini alle scelte della politica. Dobbiamo coinvolgere tanta gente che non si riconosce nei Ds e nella Margherita, ma che vuole partecipare e sentirsi protagonisti della costruzione del Pd. Sento che intorno a questo progetto c’è tanta simpatia e attenzione. Nel Pd dobbiamo aprire le porte anche alla curiosità della gente».

Come vede il Partito Democratico?

«Come una grande opportunità, una grande occasione. Il progetto vince se si apre alla partecipazione e consente a tutti la possibilità di costruire liste per l’elezione dell’assemblea costituente. Non una struttura chiusa, ma una grande partecipazione di popolo dove far valere il principio: Una testa, un voto».

Quale può essere lo strumento ideale?

«Penso ad una rete di associazioni  che lavori per la costituente e per la costruzione del nuovo partito. Un partito veramente democratico. Un’associazione aperta, dinamica e flessibile, che dovrà riempire di idee, valori e programmi il progetto del Pd. Un’associazione che offre un grande spazio di partecipazione alla società civile».

Perché questo progetto?

«Ds e Margherita non bastano. Da soli progetto fallisce. I cittadini devono partecipare ed essere protagonisti della costruzione del nuovo partito. Ascoltare ed offrire a tutti uno strumento di partecipazione capace di unire tutti i riformisti».

Ce la farete?

«Si. Il progetto è ambizioso e sono convinto che è arrivato il momento di spingere sull’acceleratore, facendo tesoro delle esperienze e delle battaglie di questi anni. E raccogliendo, contemporaneamente, le speranze e le passioni di un nuovo inizio».

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