Iniziative — 14 giugno 2007

DE ANGELIS: SI APRE UNA NUOVA ERA DI SVILUPPO PER L’ARTIGIANATO LAZIALE

Dal Consiglio regionale via libera al Testo Unico sull’artigianato

«Sono orgoglioso e fiero dell’approvazione odierna della legge per l’artigianato, una legge attesa da circa dieci anni, scritta insieme agli imprenditori ed approvata dall’Aula della Pisana con grande senso di responsabilità di tutti i consiglieri. Con il Testo unico, le imprese artigiane del Lazio potranno contare su una normativa snella, che semplifica le procedure, tutela la creatività e le tradizioni produttive, offrendo concrete opportunità di lavoro per i giovani e incentivi per lo sviluppo e l’innovazione del settore. Una legge amica degli imprenditori, che valorizza il ruolo programmatico degli enti locali».


Lo afferma l’Assessore alla piccola e media impresa, commercio e artigianato Francesco De Angelis, commentando l’approvazione definitiva, da parte del Consiglio regionale, del Testo Unico sull’artigianato.

«Il Testo Unico, prosegue l’Assessore, nasce dalla sintesi di due diverse proposte. Tra le novità, la legge istituisce un Osservatorio, con il compito di monitorare il settore ed attuare, di concerto con le categorie, azioni, progetti ed interventi programmati.

Per velocizzare gli incentivi alle imprese, spiega De Angelis, abbiamo istituito un Fondo unico in cui confluiranno tutte le agevolazioni per le imprese: in tale modo evitiamo la dispersione delle risorse, dirigendo invece gli stanziamenti a sostegno di settori e comparti produttivi individuati volta per volta come strategici. A livello occupazionale verrà favorita l’assunzione di apprendisti, di personale con contratto a tempo indeterminato e di portatori di handicap. Ed a livello locale, i Comuni potranno realizzare aree artigianali attrezzate e potranno accedere ad incentivi regionali per la ristrutturazione di immobili dismessi da destinare ad uso artigianale».

Particolare attenzione è prestata all’artigianato tipico e tradizionale.

«Il Testo Unico, prosegue De Angelis, intende custodire l’attività dei piccoli produttori e delle botteghe artigianali, favorendo la continuità di impresa e, tramite le botteghe-scuola, sostenendo il processo di trasferimento ai giovani delle capacità produttive dei maestri artigiani. Il Lazio vanta oggi tremila botteghe che producono secondo antichissime tradizioni manuali. Nostro obiettivo è salvaguardarne l’esistenza».

La legge regionale istituisce anche un apposito marchio di qualità per l’artigianato tipico e tradizionale. «Si tratta, precisa l’Assessore, di un contrassegno con la dicitura “Regione Lazio”, assegnato – previa verifica dei requisiti da parte di una apposita commissione – alle imprese ed alle lavorazioni che rispondono ad appositi disciplinari di produzione, che definiscono per ogni settore di attività i materiali da impiegare, le tecniche e quanto caratterizza le lavorazioni artistiche».

I settori tradizionali tutelati dalla Regione sono: cuoio e tappezzeria; decorazioni; fotografia, riproduzione di disegni e pittura; legno e simili; ferro e metalli comuni; oro, metalli pregiati, pietre preziose, pietre dure; restauro; strumenti musicali; tessitura, ricamo e simili; vetro ceramica, pietra e affini.

A livello territoriale, nel Lazio aumenteranno le aree attrezzate ed i consorzi di artigiani. Stanno nascendo, anche grazie ai contributi regionali (per il 2007 la Giunta regionale, su proposta di De Angelis, ha stanziato 7 milioni di euro) nuove aree in cui le attività artigianali possono consorziarsi e collaborare.

«L’idea del consorzio, spiega l’Assessore, è vincente perché valorizza le singole attività in un quadro di sinergie, rafforza l’economia del territorio, ed al tempo stesso  contribuisce ad alleggerire la viabilità cittadina».

 

FOTOGRAFIA DELL’ARTIGIANATO LAZIALE

Sono 98.737 le imprese artigiane registrate nel Lazio alla fine del terzo trimestre 2006. L’aumento rispetto all’anno 2002 è pari a 2634 imprese in più (erano 96.103).

Il Lazio dunque conferma la sua vocazione artigianale. Il tasso di sviluppo (saldo tra imprese nate e cessate) nel 2006 è stato pari all’1,3%. La densità imprenditoriale è pari a 18 imprese artigiane per 1.000 abitanti (con 16,6 a Roma, 18,6 a Latina, 19,6 a Frosinone, 25 a Rieti e 26,6 a Viterbo).

Massiccia è la presenza sul territorio delle piccole imprese, con meno di 10 addetti, che registra il 95,7%, occupando quindi il 48,5% degli addetti complessivi nel Lazio.

Un dato importante riguarda la crescita anche delle botteghe di artigianato artistico e tradizionale (orafe, ferro battuto, legno, restauro, ecc.). Nel 2002 ne erano state censite 2912.

 

Province

Botteghe artistiche

Industria

Costruzioni

Servizi

Servizi alla persona

Non definiti

Totale

Frosinone

584

4.079

5.127

3.289

1.317

82

14478

Latina

332

2.787

4.237

3.412

1.262

90

12120

Rieti

281

886

2.598

893

456

108

5222

Roma

1018

15.477

18.847

10.536

8.532

1.128

55538

Viterbo

792

3.169

4.096

2.285

869

168

11379

LAZIO

3007

26.398

34.905

20.415

12.436

1.576

98.737

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