Comunicati stampa — 6 giugno 2009

INTERVISTA A FRANCESCO DE ANGELIS*

Difficile contare i chilometri percorsi, le strette di mano, i comizi, gli incontri con la gente. Francesco De Angelis si accinge a chiudere la sua campagna elettorale per le elezioni europee con una nuova importante conferma della sua verve politica. Senza risparmiarsi mai, notti insonni alle spalle, ha percorso in lungo e in largo la provincia di Frosinone, il Lazio, attraversando la Toscana, l’Umbria e le Marche.

Un mese frenetico, giunto al termine immaginiamo per la gioia dei suoi collaboratori, anch’essi stremati dai ritmi frenetici impressi da Francesco De Angelis.

Lo abbiamo incontrato ieri sera, tra un comizio e una cena tra la gente.

«E’ vero – spiega – sono molto stanco. Ma sono altrettanto felice perché ho vissuto un mese intenso, ho incontrato tanta gente, riscoprendo l’amore per la politica che significa soprattutto stare tra la gente, condividerne i problemi e le aspettative. Valutare insieme possibili azioni e progetti. Respirare l’aria della partecipazione vera, sentita. Da parte della gente, delle famiglie, dei giovani e dei meno giovani».



Lei è un veterano delle campagne elettorali. Ne ha fatte tante, ma stavolta, trattandosi della circoscrizione dell’Italia centrale, ha dovuto confrontarsi anche con un vasto bacino (Roma, il Lazio, Toscana, Umbria e Marche). Come è andata?

«Sono entusiasta perché ho visto intorno a me gente vera che ha apprezzato – anche se non mi conoscevo personalmente – l’impegno che ho profuso in questi anni di attività istituzionale e politica. Il lavoro paga, certo che paga. Ho lavorato sodo ed ho visto negli occhi della gente, come dire, una sorta di apprezzamento per chi non usa la politica ma la serve per lavorare. Le persone oggi non ascoltano più le chiacchiere, giudicano i fatti. Ed è per questo, credo, che il Pd abbia candidato personaggi di grande spessore».

Non ha paura di confrontarsi con pezzi importanti candidati nel collegio Italia centrale. Senza fare nomi, ci sono personaggi conosciuti anche a livello nazionale.

«E’ uno stimolo in più perché la gente vota la persona. Per quello che mi riguarda, ho fatto la gavetta e quindi so cosa significa guadagnarsi il voto porta a porta. Sono sereno, ho fatto tutto il possibile grazie anche all’appoggio deciso e convinto del gruppo dirigente del Pd di Roma. Ringrazio Bettini, Zingaretti, Meta, Morassut che mi sono fianco con grande generosità in questa bellissima e faticosissima campagna elettorale».

Per quattro anni ha svolto il ruolo di assessore alle attività produttive. La crisi è forte, molte aziende chiudono. Quale è la sua ricetta?

«Di fronte a questa crisi senza precedenti è difficile intervenire in modo definitivo. La Regione però sta lavorando con grande concretezza ed abbiamo offerto al territorio opportunità di crescita reali sia sul fronte del credito per aiutare le pmi, sia dal punto di vista legislativo e contributivo. Penso alla legge sull’internazionalizzazione che sta portando il Lazio per la prima volta a recitare un ruolo da protagonista sui mercati; penso al rafforzamento dei distretti industriali che nel basso Lazio hanno un’importanza strategica. Penso al grande lavoro che abbiamo svolto e stiamo svolgendo per riaffermare il ruolo dell’industria meccanica automobilistica. Penso infine al Por: in poche settimane abbiamo aperto 5 bandi dei contributo per le imprese di diversi settori stanziando oltre 65 milioni di euro per rafforzare la capacità competitiva del tessuto produttivo provinciale e regionale».

Il Por si avvale soprattutto di fondi europei e dunque la domanda sorge spontanea: cosa farà De Angelis in caso di elezione al Parlamento europeo?

«Continuerò a lavorare come sempre. In questi anni ho maturato una grande esperienza internazionale e nel rapporto con l’unione europea. L’Europa entrerà sempre di più nelle vostre vite perché le decisioni del parlamento europeo saranno altrettanto leggi attuate dal Parlamento italiano. Quando dico che dobbiamo portare il Lazio in Europa ci credo veramente perché lo stiamo già facendo. Ma occorre fare ancora meglio proprio lì a Strasburgo per approvare provvedimenti che aiutino le famiglie, per rilanciare i consumi e preparare i giovani all’Europa, sin dalle scuole dell’obbligo. Dobbiamo e vogliamo rendere le pmi per quello che sono: l’asse portante della ricchezza e dell’occupazione europea. E per far questo occorre innanzitutto sulla leva fiscale applicando una sola aliquota europea».

Assessore, che aria tira per queste elezioni?

«Guardi intorno a me. Ci sono persone, uomini e donne, giovane e anziani, che ci credono, che credono realmente di poter cambiare in meglio la politica e la società. Questa è l’essenza del Pd».

 

 

*Pubblicata sul quotidiano “La Provincia” di sabato 6 giugno 2009

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