Comunicati stampa — 30 aprile 2010

Dalla Commissione Sviluppo del Parlamento Europeo il richiamo a una politica di coesione e sviluppo

Lo scorso 27 aprile la Commissione Sviluppo Regionale del Parlamento europeo ha approvato quasi all’unanimità (un astenuto e un solo voto contrario su 41) il progetto di relazione sull’attuazione delle sinergie dei fondi destinati alla ricerca e all’innovazione.

Si tratta di una cosiddetta "relazione di iniziativa del Parlamento": la sua approvazione in Commissione Sviluppo Regionale, e la sua eventuale adozione da parte della plenaria di Strasburgo, ha cioè valore politico e non legislativo.

 

 

 

 

 

 

Tuttavia, è anche dalle relazioni di iniziativa come questa che si iniziano a tracciare i contorni della prossima programmazione finanziaria dell’Ue: le priorità, gli obiettivi, i limiti di un sistema che ambisce ad integrare gli strumenti finanziari tra loro (Fondi strutturali, Settimo programma quadro di ricerca, Programma operativo per la competitività e l’innovazione) per incrementare le sinergie tra le politiche di coesione, ricerca e innovazione.

 

La relazione indica come capisaldi del prossimo periodo di programmazione la definizione da parte delle regioni di un numero limitato di priorità che tengano in considerazione i bisogni e gli obiettivi dell´UE (ambiente, occupazione, sicurezza, ricerca), nonché la necessità di un´armonizzazione della normativa inerente i diversi strumenti finanziari.

Francesco De Angelis, relatore ombra del rapporto parlamentare, ha ottenuto che i criteri di erogazione dei finanziamenti e delle premialità siano basati sulla portata innovativa dei progetti presentati e ha invitato la Commissione a valutare l´opportunità di formare esperti in materia di finanziamenti e relative procedure amministrative. De Angelis ha poi posto l’accendo sul cosiddetto "triangolo della conoscenza", ovvero sulle sinergie virtuose che si possono creare – sulla base dei programmi per l’innovazione – tra imprese, centri di ricerca e pubbliche autorità.

 

Il voto in plenaria è previsto per giugno, in attesa che la discussione sulla futura programmazione finanziaria 2014/2020 entri nel vivo dei negoziati con la Commissione europea e con il Consiglio.

 

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