Comunicati stampa — 26 giugno 2010

DE ANGELIS AL FIANCO DEGLI OPERAI EX PICA DI CEPRANO

Cresce la protesta dei lavoratori della ex Pica di Ceprano, dove si producono tegole e coppi per coperture. Dopo il passaggio societario lo stabilimento ha cambiato nome, ora divenuto “Ceprano Coperture”, la cui sede sociale è a Ravenna. L’azienda, di concerto con i sindacati, aveva elaborato un protocollo d’intesa, firmato anche dalla Regione Lazio, che prevedeva la Cassa integrazione straordinaria a rotazione. Ad oggi i lavoratori lamentano il mancato rispetto di tale accordo, solo 30 circa dei 66 lavoratori hanno ripreso la loro attività, senza rispettare il criterio della rotazione. Questa operazione, ad oggi, ha prodotto solo una drastica riduzione del personale. Gli operai tagliati fuori, che non hanno più avuto notizie in merito, stanchi di questa situazione hanno deciso di organizzare un picchetto costante davanti ai cancelli della fabbrica, protesta partita da lunedì 21 giugno e che andrà avanti fino a quando non si riapriranno le trattative e saranno rispettati gli accordi sindacali.

 

 


La notizia dell’avvio della procedura di mobilità per 40 lavoratori arriva come un’ulteriore forzatura nei confronti di chi si vede sottrarre il diritto al lavoro, senza avere nemmeno la possibilità di discutere del proprio futuro e delle logiche che hanno portato a certe decisioni. L’europarlamentare Francesco De Angelis, presente alla manifestazione di protesta assieme al segretario del PD di Ceprano Vincenzo Cacciarella, dichiara: “Le istituzioni non devono lasciare soli questi operai che stanno vivendo questo dramma, non riuscendo a capire cosa gli riserverà il futuro. Per questo chiediamo che vengano rispettati gli accordi sindacali ed il protocollo firmato. Per questo motivo scriverò subito all’Assessore Regionale al lavoro per chiedere che vanga convocato il tavolo dei concertazione per il rispetto degli accordi sottoscritti presso la Regione Lazio. Noi siamo al fianco dei lavoratori e chiediamo che i rappresentanti delle istituzioni locali, Provinciali e Regionali si attivino per vigilare sulla situazione di questa fabbrica”.

 

 

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