Comunicati stampa — 26 giugno 2010

DE ANGELIS: La proposta di abolizione delle Comunità Montane è solo propagandistica

“La proposta dell’abolizione delle Comunità Montane da parte della Giunta Polverini ha solo il colore della propaganda”. Così ha esordito l’europarlamentare Francesco De Angelis nel commentare la proposta avanzata dall’Assessore Regionale Cangemi e sostenuta dal Presidente Polverini relativa alla soppressione delle Comunità Montane del Lazio presentata nei giorni scorsi.  “I dati sbandierati – prosegue De Angelis – non sembrano essere rispondenti al vero: diventa difficile ipotizzare un risparmio di 10 milioni di euro mentre contestualmente si propongono tre rappresentanti comunali in seno alle Unioni dei Comuni che potrebbero costituirsi, senza considerare che gli oneri del personale andranno a gravare su altri enti locali, tra l’altro già in difficoltà per i tagli della finanziaria. Quello che colpisce è l’assenza di dialogo ed il mancato coinvolgimento dei soggetti interessati: che si debba arrivare ad un riordino degli enti locali sovra comunali è auspicabile, ma non con una decisione imposta dall’alto senza la minima concertazione.

 

 

 

 


Le Comunità Montane sono già state interessate da una legge di riforma che ha previsto la riduzione degli assessori ed il dimezzamento delle indennità, indennità che oggi sono nulle! Le Comunità Montane sono fondamentali per agevolare dei territori che, per la loro conformazione, hanno delle difficoltà, al fine di evitarne lo spopolamento, favorendone la conservazione, prevenendo il dissesto idrogeologico e facendo opera di promozione turistica, attingendo molto spesso a risorse nazionali ed europee e dunque non incidendo sulla spesa regionale, se non per la spesa corrente del personale che comunque non sarebbe eliminata da questa proposta di legge. In questi anni diverse Comunità Montane si sono distinte in un lavoro attento di difesa e promozione del territorio. E’ questo un lavoro che non dobbiamo disperdere ma al contrario valorizzare, non con la cancellazione delle Comunità Montane, ma attraverso una riforma di riordino e di razionalizzazione elaborata dopo un dialogo ottenuto con un giusto e necessario coinvolgimento delle parti interessate”.

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