Comunicati stampa — 28 giugno 2010

EX PICA DI CEPRANO, DE ANGELIS SCRIVE ALL’ASSESSORE ZEZZA

Gentile Assessore,

desidero portare alla sua attenzione la situazione della Fabbrica “Ceprano Coperture Srl” (ex Industrie Pica Spa) di Ceprano, dove si producono tegole e coppi per coperture.

Dopo il passaggio societario, avvenuto a Settembre 2009, lo stabilimento ha cambiato nome, ora divenuto “Ceprano Coperture Srl”, la cui sede sociale è a Cotignola (Ravenna). L’azienda, di concerto con i sindacati, aveva elaborato un protocollo d’intesa, firmato anche dalla Regione Lazio.

 

 

 

 

Precisamente:

-       in data 17 settembre 2009 (due giorni dopo la cessione dello stabilimento  di Ceprano da parte della INDUSTRIE PICA SPA a Ceprano Coperture Srl), presso l’assessorato al Lavoro della Regione Lazio, la "Ceprano Coperture Srl" e le organizzazioni Sindacali territoriali (Filca CISL, Fillea CGIL, Feneal UIL) hanno firmato un accordo che prevedeva la CIGS per 12 mesi a partire dal 15 settembre 2009 e per un massimo di 66 lavoratori. Le unità lavorative avrebbero alternato periodi di lavoro a periodi di CIGS rispettando il criterio della rotazione, criterio che sarebbe stato verificato su richiesta delle RSU di  stabilimento, compatibilmente alla intercambiabilità dei lavoratori rispetto alle loro mansioni;

-       come ci confermano i lavoratori che protestano davanti ai cancelli dallo
scorso 21 giugno, tale accordo non è mai stato rispettato! Ad oggi
infatti l’azienda ha richiamato circa 30 lavoratori lasciando a casa gli altri e senza dare alcuna spiegazione sul criterio utilizzato, usufruendo degli ammortizzatori sociali previsti dall’accordo ma senza rispettare la rotazione concordata;

-       in data 25 giugno 2010 l’azienda ha comunicato alla Provincia di Frosinone, alla Regione Lazio, alla Confindustria di Frosinone, alla Confartigianato di Ravenna e all’INPS di Fr, che ha avviato la procedura per la riduzione di personale ai sensi degli art. 4 e 24 della Legge n.223/1991 per un totale di 40 lavoratori, causa situazione economica non ottimale in seguito alla crisi e quindi alla diminuzione di ordinativi;

-       sempre i lavoratori ci confermano che i TIR che giornalmente ritirano il
materiale prodotto dallo stabilimento variano da 10 a 12, a fronte dei 15 dei tempi "buoni", quindi andrebbe verificato il reale impatto della crisi sulla società ed il reale stato di produttività;

 

 

-       secondo quanto riferito dai lavoratori, l’azienda anziché avviare la procedura per la riduzione del personale, sempre in base alla Legge 223/1991, avrebbe i requisiti per richiedere un altro periodo di cassa integrazione straordinaria.

 

Pertanto, visto quanto sopra esposto, LE CHIEDO

-       che venga convocato il tavolo per la concertazione per il rispetto degli accordi sottoscritti presso la Regione Lazio;

-       che la Regione Lazio vigili su questa situazione che sta divenendo insostenibile per i lavoratori esclusi dalla turnazione, prendendo iniziative a tutela dei diritti dei lavoratori.

 

Certo di una sua attenzione alla presente, l’occasione mi è gradita per porgere distinti saluti.

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