Comunicati stampa — 23 luglio 2010

DE ANGELIS: GIU’ LE MANI DAL DEA DI SECONDO LIVELLO A FROSINONE

“Non basta una semplice apertura se questa ridimensiona il nuovo Ospedale di Frosinone: non bisogna toccare il Dea di II livello che il centro sinistra ha assegnato a questa provincia”. Queste le prime parole dell’europarlamentare Francesco De Angelis in merito alle dichiarazioni del Presidente della Regione Lazio Renata Polverini sulla sanità regionale ed in particolare sull’impegno preso per l’apertura, entro breve tempo, del nuovo Ospedale di Frosinone: “Abbiamo realizzato, con la precedente Giunta Regionale, questa struttura a tempo di record, quattro anni! Molto spesso in quattro anni non si riesce neppure a fare il progetto, mentre noi abbiamo progettato, finanziato, appaltato, realizzato e completato il Nuovo Ospedale del capoluogo, una struttura di importanza straordinaria per la salute dei cittadini della nostra provincia. La Regione adesso deve accelerare i tempi e dare certezze sull’apertura dell’Ospedale, sulle risorse e sul personale. Ma, soprattutto, non deve toccare il Dea di II° livello per la provincia di Frosinone, necessario a valorizzare la nuova e moderna struttura ospedaliera e a garantire prestazioni di eccellenza e di alta specializzazione, alzando il livello e la qualità del servizio sanitario. 
 

Il nuovo Piano della Regione, ispirato alle macroaree, che senza alcuna logica accorpa Frosinone a Roma Est, toglie di fatto il Dea di II° livello alla provincia di Frosinone, in quanto esso è previsto solo presso il Policlinico di Roma.  Il piano approvato dal centro sinistra prevedeva invece due Dea di II° livello per il basso Lazio, uno a Frosinone ed uno a Latina. Questa scelta non può essere cambiata. Ciò che è stato conquistato con fatica dal centrosinistra nella passata legislatura non può essere ora disperso e cancellato. Sarebbe un danno incalcolabile, per la nostra provincia, se ci venisse scippato il Dea di II livello, facendo aumentare la mobilità dei malati verso altre zone, sia nella capitale, ma anche in altre regioni, e facendo di conseguenza crescere la spesa sanitaria abbassando il livello dell’assistenza. Abbiamo lavorato in questi anni d’intesa con i medici, gli operatori sanitari, i sindaci ed i cittadini, per ammodernare ed elevare il livello del servizio sanitario nella nostra provincia e questo risultato ora non può essere cancellato e messo in discussione”.

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