Comunicati stampa — 15 marzo 2011

NUCLEARE: DE ANGELIS (PD), EUROPA DIVISA, PREVALGA SENSO DI RESPONSABILITA’ ANCHE IN ITALIA

"Gli esperti nazionali della sicurezza nucleare europea si riuniscono oggi per affrontare la delicatissima questione della fuga radioattiva in Giappone e delle inevitabili ripercussioni che essa avrà sui programmi nucleari nei Paesi europei". A darne notizia è Francesco De Angelis, deputato europeo del Pd e membro della Commissione Industria, Ricerca ed Energia.

 

"Nel frattempo, in attesa di avere dati certi sull’effettiva entità delle emissioni radioattive in Giappone – continua De Angelis – il governo di Berlino ha saggiamente deciso di sospendere i programmi nucleari. E anche Putin, non più tardi di questa mattina, ha incaricato l’agenzia atomica russa di procedere all’analisi dell’intero settore atomico russo".

"E’ dunque miope il solo fatto di poter pensare di intraprendere un’avventura nucleare nel bel mezzo di una situazione tanto delicata come quella attuale" – aggiunge l’eurodeputato del Pd. "Il dibattito sul nucleare non è utile se si ferma allo stadio degli opposti settarismi ideologici – dichiara De Angelis – ma certo è che, alla luce di quanto sta avvenendo in Giappone, una moratoria di tutti i programmi nucleari europei è quantomeno auspicabile, in attesa di ottenere informazioni più certe e accurate".
"In merito alla vicenda italiana – continua il deputato europeo – non ha alcun senso indirizzare non meno di 30 miliardi di euro per la costruzione di centrali nucleari che, a pieno regime, forniranno soltanto il 4% della domanda primaria di energia. Tanto più che – conclude De Angelis – la produzione di energia nucleare non contribuirà in alcun modo a ridurre l’effetto serra, né a raggiungere gli obiettivi ambientali fissati per l’anno 2020. Il governo italiano farebbe bene a fermarsi e riflettere, per costruire insieme ai partner europei una strategia comune di medio-lungo termine che assicuri l’approvvigionamento energetico senza compromettere, in alcun modo, la sicurezza dei cittadini europei".

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