Comunicati stampa — 20 aprile 2011

CANCRO DEL KIWI: DEPOSITATA INTERROGAZIONE ALLA COMMISSIONE EUROPEA

E’ stata depositata quest’oggi, Mercoledì 20 Aprile, una interrogazione scritta urgente rivolta alla Commissione europea dal titolo “Presente e futuro della coltivazione e commercializzazione europea del kiwi alla luce della diffusione dell’agente patogeno Pseudonomas Siringae pv. Actinidiae”. Ne dà notizia il deputato europeo Francesco De Angelis, primo firmatario assieme ai deputati Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, e David Sassoli, Presidente della Delegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo.

 

“L’Europa può e deve mettere in piedi una task force di coordinamento tra gli Stati membri per monitorare la diffusione del batterio, che si sta rapidamente diffondendo anche in Spagna e Portogallo”, precisa De Angelis, per il quale “l’agente patogeno sta mettendo letteralmente in ginocchio gran parte della produzione europea del kiwi che, ricordiamolo, è la prima al mondo davanti a Cina e Nuova Zelanda”.

“Nell’interrogazione – aggiunge il promotore dell’iniziativa De Angelis – chiediamo inoltre alla Commissione europea di assumere provvedimenti urgenti al fine di indennizzare i produttori e vivaisti per il danno subito. Infine chiediamo che vengano istituiti progetti di ricerca mirati per individuare strumenti concreti finalizzati alla riduzione dei rischi di virulenza del patogeno”. “E’ un fatto – prosegue De Angelis – che il nostro Ministero delle Politiche Agricole e il suo corrispettivo francese abbiano adottato, nel corso dell’ultimo mese, piani di sorveglianza e di prevenzione sulla diffusione del batterio. Tuttavia essi non prevedono indennizzi a favore di produttori e vivaisti, con conseguenze pesantissime per questa filiera di mercato che, occorre ricordarlo, riconosce all’Italia e in particolare al Lazio un assoluto primato nella produzione e commercializzazione del frutto. Vogliamo un’Europa che sia dalla parte di coltivatori e vivaisti, anche per non privare i consumatori di un frutto così importante e ricco di sostanze altamente vitaminiche”.

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