Politica di coesione 2014-2020: Al Parlamento europeo emerge fronte nazionale

Si è tenuta a Strasburgo nel corso della sessione plenaria del Parlamento Europeo una riunione a porte chiuse promossa da Erminia Mazzoni e Francesco De Angelis, membri del team negoziale del PE sul futuro della politica di coesione, alla presenza di numerosi eurodeputati italiani, tra i quali i due vicepresidenti italiani del PE, Roberta Angelilli e Gianni Pittella. Tema in discussione, le prospettive della politica di coesione oltre il 2013 e le priorità dell’Italia.

Primo punto in agenda, le prospettive finanziarie dell’Unione e l’impegno affinché non siano ridotte le risorse per il pacchetto coesione. Massima attenzione, dunque, al Consiglio Europeo del 22 e 23 novembre che sarà chiamato a raggiungere una intesa di massima sul bilancio 2014-2020. Se con il prossimo settennato di programmazione la Commissione europea ambisce anche a mettere in opera gli ambiziosi obiettivi della Strategia Europa 2020, essi tuttavia non possono essere perseguiti se non con una dotazione di bilancio che sia almeno pari a quella dell’attuale settennato.

Ribadita anche l’importanza di puntare sulla governance multilivello quale vettore per rilanciare la concertazione tra Bruxelles, gli Stati membri e le autorità regionali. In altre parole le regioni devono rimanere al centro dell’agenda della coesione europea, cosi come sancito anche dagli emendamenti presentati dai deputati italiani in Commissione Sviluppo Regionale, e che successivamente alla loro adozione sono ora oggetto di negoziato con i governi.

Infine, i due negoziatori italiani hanno concluso l’incontro informando che in tempi rapidi incontreranno i co-relatori del Parlamento europeo sul Regolamento Generale al fine di illustrare queste e altre priorità della delegazione italiana. I negoziati andranno avanti fino a gennaio, e l’obiettivo dichiarato della delegazione italiana è quello di mantenere un canale di comunicazione costantemente aperto con il governo, con le rappresentanze regionali e gli attori sociali al fine di rilanciare la competitività italiana sul versante delle risorse della politica di coesione.

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