Comunicati stampa — 16 gennaio 2013

Fondi UE per ricerca: De Angelis, “Europa punti su PMI, trasferimento tecnologico e spazio”

Si è tenuto ieri 15 gennaio a Strasburgo, presso il Parlamento europeo, il dibattito con la Commissione europea sul futuro dei programmi di ricerca Ue per il periodo 2014-2020, e in particolare del prossimo Programma Quadro “Horizon 2020″. In questo ambito, è intervenuto l’eurodeputato De Angelis (Pd) rivendicando nei confronti della Commissaria alla ricerca, innovazione e scienza, l’irlandese Maire Geoghegan-Quinn, un maggiore impegno su PMI, trasferimento tecnologico e politiche per lo spazio.

“L’Europa compete sui mercati globali se è capace di produrre più tecnologia e innovazione – ha commentato De Angelis – ed è per questo che Horizon 2020 non può essere la semplice riedizione del Settimo Programma Quadro, ma deve invece fare proprie le nuove sfide della ricerca”.

Per De Angelis “è necessario in particolare soffermarsi sui delicati aspetti di intermediazione e collaborazione tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa, perché i partenariati tecnologici funzionano solamente se creano collegamenti tra le misure dal lato dell’offerta e quelle dal lato della domanda”.

“Voglio pensare che la proposta della Commissione europea su questo tema – continua l’esponente del Pd – sia un punto di partenza e non ancora di arrivo, perché senza una strategia che incentivi il trasferimento tecnologico, le industrie europee rischieranno di rimanere indietro sul terreno della competitività tecnologica”.

“Credo poi che in fatto di politiche per le PMI, la proposta della Commissione sia migliorabile” ha proseguito De Angelis. “Dove si propone che le risorse per gli investimenti nell’innovazione tecnologica delle PMI non debbano superare il 15% dell’ammontare, io con il mio gruppo politico ho chiesto, e per il momento ottenuto nella Commissione parlamentare competente, che questa soglia sia pari ad almeno il 20% della dotazione complessiva”.

“Infine – ha concluso l’eurodeputato – ritengo che la Commissione europea debba aderire ai programmi di ricerca spaziale che sono oggi coordinati dall’Agenzia Spaziale Europea, perché investire nello spazio vuol dire stimolare una parte importante del comparto tecnologico europeo, con ricadute significative in termini di strumenti e di conoscenze per far fronte a questioni crescenti quali il cambiamento climatico, la sicurezza civile e la disponibilità e gestione delle risorse”.

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