Comunicati stampa — 14 marzo 2013

UE 2014-2020: De Angelis (PD), si alla nuova Politica Agricola Comune, no a egoismi nazionali sul prossimo budget

“Un ‘sì’ e un ‘no’ che fanno bene all’Europa”. Con queste parole, l’eurodeputato del Pd Francesco De Angelis ha commentato l’esito delle votazioni sulla riforma della Politica Agricola Comune e sulla proposta di bilancio UE per il 2014-2020, tenutesi mercoledì 13 marzo in seduta plenaria.

“Sulla PAC – precisa De Angelis – il mandato negoziale approvato dal Parlamento europeo introduce alcune rilevanti novità, quali lo snellimento burocratico delle procedure, un impegno più marcato per ridurre le differenze nei livelli di finanziamento degli agricoltori tra Stato e Stato, e la promozione dei giovani agricoltori, che potranno così beneficiare di un 25% in più sui pagamenti”. “Ma altre utili modifiche alla proposta della Commissione europea – continua l’eurodeputato – riguardano la possibilità per gli Stati membri di utilizzare più fondi per aiutare i piccoli agricoltori, oltre alla fissazione di un tetto massimo per i pagamenti diretti”.

“Sul versante della sostenibilità ambientale della nuova PAC – aggiunge De Angelis – il 30% dei bilanci nazionali per i pagamenti diretti dovrà essere subordinato al rispetto delle misure di ‘greening’ obbligatorie, garantendo un giusto equilibrio tra sicurezza alimentare e miglioramento della protezione ambientale”. Questo voto attribuisce al Parlamento europeo il mandato per negoziare con Consiglio e Commissione un accordo che dovrà essere licenziato entro la fine dell’anno.

“Per quanto riguarda il bilancio settennale dell’UE – commenta l’eurodeputato – il Parlamento ha confermato quanto già annunciato, ovvero che senza risorse adeguate l’Europa non sarà in grado di funzionare”. “E’ paradossale – continua De Angelis – che all’antieuropeismo dilagante i leader UE rispondano con una ulteriore riduzione del portafoglio di spesa per le politiche”. Per De Angelis, “la proposta Van Rompuy per un bilancio a 960 miliardi di euro di impegni e di 908 miliardi di spese segna un netto arretramento rispetto ai bilanci precedenti, e se queste fossero le cifre finali l’UE potrebbe dire addio fin da subito agli ambiziosi obiettivi della ‘Strategia UE 2020′”.

“Ancora una volta – conclude l’eurodeputato – il Parlamento europeo si conferma avamposto democratico tra le istituzioni UE: emenda e migliora il progetto di PAC 2014-2020, ma rispedisce al mittente una proposta di bilancio miope e dal fiato corto, chiedendo che all’ambizione degli impegni a parole dei leader UE corrispondano adeguati stanziamenti finanziari”.

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