Comunicati stampa — 29 marzo 2013

Sblocco dei fondi per i ritardi di pagamento della PA, De Angelis replica a Pallone

“L’interrogazione era un atto doveroso per chiedere e pretendere chiarezza sui ritardi di pagamento”. Così l’eurodeputato Francesco De Angelis, già relatore in Commissione Industria della direttiva sui ritardi di pagamento approvata dal Parlamento Europeo, replica al collega Alfredo Pallone che aveva contestato la presentazione dell’interrogazione alla Commissione Europea in merito ai ritardi di pagamento della PA da parte di De Angelis e Toia. “Era una interrogazione doverosa – spiega De Angelis – dopo che all’annuncio enfatico di Tajani sulla possibilità per l’Italia di liquidare l’intero debito pregresso della PA è seguita la parziale smentita del Vice Presidente con delega alle politiche economiche e monetarie Olli Rehn che ha sostenuto come l’Italia non può liquidare l’intero debito pregresso, perché tuttora soggetta alla procedura di rientro dal deficit, costringendo lo stesso Tajani a correggere goffamente il tiro; quello che veniva presentato come un via libera alla liquidazione dell’intero debito pregresso diventa improvvisamente una liquidazione parziale. E che ora il gabinetto di Tajani quantifica in 80% dell’intero debito accumulato. Di fronte a tanta incertezza su cifre e modalità, mi sembra sia mio dovere esigere un elemento di chiarezza da parte della Commissione europea nella sua collegialità. Come il collega Pallone sa bene, il pieno ed effettivo recepimento in Italia della direttiva di contrasto ai ritardi nei pagamenti non ha avuto e non ha tuttora vita facile. La strada è stata finora in salita. Prima, con l’esclusione arbitraria (poi rimediata) di alcune rilevanti categorie come le costruzioni. Poi, con la data di entrata in vigore del decreto legge, che non tiene conto dell’immensa mole di debito pregresso accumulato nei mesi e anni. Ora, con le incertezze di metodo e tempi sul piano effettivo di liquidazione che il governo per gli affari correnti deve urgentemente approntare. Sono sicuro che Pallone converrà con me: la chiarezza almeno da parte della Commissione di Bruxelles sul debito della PA italiana effettivamente liquidabile è condizione irrinunciabile per avviare l’effettivo sblocco del debito. E come ho avuto modo di scrivere nell’interrogazione urgente depositata giovedì, la Commissione non deve solo lavorare di contabilità, ma verificare anche che il governo in carica in Italia stia effettivamente approntando un piano di liquidazione scrupoloso e affidabile. E’ ancora presto per cantare vittoria o intestarsi meriti: non lo faccio io, che sono stato relatore della direttiva in Commissione; molto meglio concentrarsi sul tratto di strada che ci separa ancora dal traguardo dell’effettiva liquidazione dei debiti arretrati”.

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