Quante volte, sul versante delle nuove tecnologie, negli ultimi anni, i Giganti asiatici hanno dato l’impressione di surclassare l’Europa? Pochi sapranno, però che dal 2010 c’è un progetto di digitalizzazione dell’Europa che oltre a renderci più competitivi di fronte queste economie, porterà benefici concreti in termini sia di crescita che di occupazione.

Newsletter "l'Europa utile" — 10 luglio 2013

Newsletter “l’Europa utile” 05-2013


Progresso, crescita, occupazione: mercato unico del digitale

mercato_unico_del_digitaleQuante volte, sul versante delle nuove tecnologie, negli ultimi anni, i Giganti asiatici hanno dato l’impressione di surclassare l’Europa?

Pochi sapranno, però che dal 2010 c’è un progetto di digitalizzazione dell’Europa che oltre a renderci più competitivi di fronte queste economie, porterà benefici concreti in termini sia di crescita che di occupazione. Dal completamento del mercato unico del digitale l’Unione potrebbe ricavare circa 800 miliardi di euro, vale a dire 4200 euro per nucleo familiare.

L’Unione sta investendo molto in questo settore, tentando di limare le differenze tra Stati membri, uniformando il mercato del digitale e rendendo la nostra economia competitiva e dinamica. Un requisito essenziale per il completamento del mercato unico del digitale è la piena connettività universale, basata su copertura a banda larga, internet veloce e senza fili, accesso diffuso alle rete internet.

Nella seduta plenaria del Parlamento Europeo di giovedì scorso si è tornati sul tema. In particolare, nel dibattito sono stati toccati diversi aspetti del mercato digitale.

Il Parlamento Europeo ha posto grande attenzione sul tema della fiducia e della sicurezza. Un sondaggio dell’Eurobarometro del 2012 rivela che la sicurezza informatica desta ancora molta preoccupazione tra i cittadini europei: l’87% degli utenti internet non rivela dati personali on line e il 12% è stato vittima di frode. Creare un mercato unico del digitale implica un impegno dell’Unione in questo ambito per convincere i cittadini ad usare internet.

Inoltre, si è parlato d’imprese e si è detto che bisogna creare un ambiente favorevole per le PMI, che da sole rappresentano il 99% delle imprese dell’Unione. E’ necessario favorire partenariati pubblici privati e semplificare il quadro giuridico dell’IVA, garantendo l’accesso ai pagamenti elettronici e rivedendo i diritti di proprietà intellettuale.

Infine, i deputati hanno sottolineato che il completamento del mercato unico del digitale potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio per l’occupazione. Si stima, infatti, che nei prossimi anni la forza lavoro non avrà le competenze per rispondere alle esigenze del mercato e, quindi, per inserirsi in un’economia totalmente ristrutturata ed informatizzata. L’Unione riconosce che questa carenza di competenze va affrontata concretamente, investendo sulla formazione.

Gli Stati hanno un ruolo decisivo nel completamento del mercato unico digitale e devono fare di questo una priorità politica. C’è bisogno di un impegno importante e della definizione di una strategia ambiziosa. L’Unione dal canto suo deve fare la sua parte e deve assumere una leadership forte per indirizzare gli Stati e spingerli ad eliminare la frammentazione del mercato unico del digitale, per il raggiungimento di un vero spazio pan-europeo per la comunicazione digitale. Testo

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Strasburgo: la settimana in pillole – 10-13 luglio 2013

plenariaBenvenuta Croazia!
La Croazia entra a far parte dell’Unione europea diventando il 28esimo Stato membro. A Strasburgo la bandiera croata è stata innalzata al fianco delle 27 già presenti all’entrata della sede del Parlamento Europeo e i 12 neodeputati croati sono stati accolti ufficialmente in plenaria del Presidente Martin Schulz. Video

Al via i 6 mesi di Presidenza della Lituania
Il 1° luglio la Presidenza del Consiglio dell’Unione è passata dall’Irlanda alla Lituania. Gli obiettivi principali che il governo lituano si è preposto in ambito UE sono stabilità finanziaria, crescita economica e occupazione. A gennaio 2014 la Lituania passerà il testimone alla Grecia e a luglio 2014 sarà il turno della Presidenza italiana. Video

Lettonia nell’Eurozona
I leader dei Paesi dell’Unione Europea hanno espresso il loro parere favorevole all’entrata della Lettonia nell’eurozona. L’adozione della moneta unica è prevista per il 1° gennaio 2014. Testo

Prima donna Mediatore Europeo
E’ Emily O’Reilly, irlandese, il nuovo Mediatore Europeo, eletta con 359 preferenze in voto segreto mercoledì 3 luglio. Al Mediatore Europeo possono rivolgersi imprese, associazioni, soggetti che hanno sede nell’Unione, cittadini europei o anche persone residenti in uno Stato membro per denunciare casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni e degli organismi europei. Testo

Gulliermo Fariňas ritira il Premio Sakharov per la libertà di pensiero
Mercoledì scorso, Gulliermo Fariňas, dissidente cubano è stato accolto al Parlamento Europeo per ritirare il Premio Sakharov assegnatogli nel 2010. Solo pochi mesi fa, infatti, il governo cubano gli ha finalmente concesso di viaggiare. Fariňas ha passato ben 11 anni e mezzo in carcere e ha portato a termine 23 scioperi della fame. Video

Spionaggio americano
I deputati europei hanno chiesto spiegazioni agli Stati Uniti dopo le rivelazioni sul presunto spionaggio che avrebbe coinvolto anche l’Unione. Le accuse arrivano in momento particolare delle relazioni commerciali tra i due Paesi. E’, infatti, pronto un accordo di libero scambio che per alcuni deputati potrebbe arenarsi laddove le accuse venissero confermate. Video dibattito

Quadro finanziario pluriennale 2014-2020
E’ stato approvato l’accordo che definisce l’allocazione delle risorse economiche per il periodo 2014-2020. Il testo finale è frutto di lunghi e difficili negoziati tra Parlamento, Consiglio europeo e Commissione. Testo

Emissioni di CO2, via libera al “backloading”
Con 344 voti a favore il Parlamento europeo ha approvato, seppure in una versione di compromesso, il “backloading”, provvedimento d’emergenza per salvare lo Schema Europeo per le Emissioni (ETS) da prezzi di CO2 troppo bassi. La vendita all’asta di 900mila permessi sarà posticipata di un anno. L’intento è quello di incoraggiare le imprese ad investire in innovazione a basse emissioni di anidride carbonica. Testo

Ungheria: violazione dei diritti fondamentali
A Strasburgo i deputati europei hanno approvato una risoluzione sulla situazione dei diritti fondamentali in Ungheria. Nel Paese sarebbero a rischio i valori fondamentali dell’Unione. Il Parlamento si è rivolto allo Stato membro chiedendo di porre rimedio alle violazioni e si è dichiarato pronto a coinvolgere il Consiglio nel caso ciò non avvenisse. Testo

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Imprese Cooperative: una risorsa per uscire dalla crisi

cooperativeLa crisi economica ha evidenziato le criticità, ma anche le peculiarità del tessuto economico europeo, ribadendo come quest’ultimo sia costituito e tenuto insieme dalle piccole realtà imprenditoriali, sempre più spesso cooperative.

Si stima, infatti, che oggi nell’Unione vi siano circa 160.000 cooperative, che danno occupazione a 5,4 milioni di persone e contribuiscono in media per il 5% al PIL di ciascuno Stato membro.

Negli anni della crisi, molte cooperative si sono dimostrate più resistenti rispetto alle imprese tradizionali, svolgendo un ruolo importante in termini economici, sociali, occupazionali e di sviluppo sostenibile.

Considerata l’estensione del fenomeno e il potenziale contributo che le cooperative potrebbero dare al superamento della crisi, il Parlamento Europeo ha approvato, la settimana scorsa a Strasburgo, una Relazione per tutelare queste realtà e metterle nella condizione di poter continuare ad operare.

In primo luogo, il Parlamento Europeo ha individuato la necessità di disporre un quadro normativo, che tenga conto dell’eterogeneità dei soggetti in questione e che sia chiaro e uniforme a livello europeo. In secondo luogo, tenendo conto del fatto che sempre più spesso le imprese in difficoltà vengono riconvertite mediante la creazione di cooperative o di altre forme di azionariato dei dipendenti garantendo continuità aziendale, gli Eurodeputati si sono espressi in favore di uno snellimento dell’iter che conduce al trasferimento. Infine, poiché le imprese cooperative dell’industria e dei servizi non possono accedere ai capitali di rischio e al credito sui mercati dei capitali, il Parlamento Europeo ha affermato la necessità di definire degli strumenti finanziari destinati a questa nuova forma imprenditoriale e ha chiesto alla Commissione Europea, alla Banca Europea per gli investimenti e al Fondo europeo per gli Investimenti di assicurare l’accesso delle cooperative ai meccanismi finanziari dell’Unione. Testo

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Consiglio europeo: occupazione giovanile è la priorità

consiglio_europeoIl Parlamento europeo dà una valutazione sostanzialmente positiva dell’accordo politico sul bilancio a lungo termine dell’Ue: questo l’esito del dibattito tenutosi nella Plenaria di Strasburgo martedì 2 luglio alla presenza del Presidente della Commissione Barroso e del Presidente del Consiglio europeo Van Rompuy.

I Presidenti di gruppo Joseph Daul, Hannes Swoboda e Guy Verhofstadt in rappresentanza rispettivamente del PPE, dell’S&D e dell’ALDE hanno accolto con favore la decisione del Consiglio di dare priorità all’occupazione giovanile. E tuttavia ciascun gruppo politico non ha mancato di far sentire la sua voce, dal momento che l’accordo sul futuro quadro finanziario dell’Ue presenta criticità di non poco conto.

Per i Socialisti e Democratici, pur essendo positivo che le istituzioni dell’Ue abbiano trovato un’intesa sul fondo di quasi un trilione di euro di investimenti per la crescita e l’occupazione per il periodo 2014-2020, il Consiglio sbaglia nel continuare a perseguire le politiche di austerità invece di puntare in maniera più coraggiosa sui fattori di crescita. E c’è da dire, tuttavia, che l’accordo prevede una notevole flessibilità nell’impiego delle risorse: il Parlamento potrà riportare gli stanziamenti di pagamento da un anno all’altro e fra capitoli. Ciò permetterà il pieno ed effettivo utilizzo di tutte le risorse, a differenza di quanto accaduto nel corso della corrente programmazione, quando, a causa delle rigidità nelle norme di utilizzo, i territori hanno perso circa 55 miliardi di euro in investimenti.

“Nell’accordo – ha sottolineato De Angelis a margine del dibattito – manca ancora ogni riferimento esplicito allo sviluppo di un nuovo sistema di risorse proprie, ma fin quando l’Ue non sarà capace di attingere da fonti di finanziamento interne rimarrà ostaggio degli egoismi nazionali”. Infine, per l’eurodeputato del Pd “è apprezzabile il raggiungimento di un accordo, ma sulle cifre si può ancora fare di più, in particolare per quanto riguarda i portafogli per la politica di coesione e per gli investimenti nelle telecomunicazioni e nelle comunicazioni digitali”. Video del dibattito

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Dal Parlamento Europeo rilancio politiche anti-emissioni di CO2

backloadingIl Parlamento europeo ha deciso di dare via libera al “backloading”, ovvero alla proposta della Commissione europea di congelare la messa all0asta di una parte delle quote dello Schema Europeo per le Emissioni di CO2 (ETS) per farne aumentare artificialmente il prezzo.

Lo Schema Europeo per le Emissioni di CO2 (ETS) è stato creato nel 2005 al fine di ridurre il volume delle emissioni di gas a effetto serra del 21% entro il 2020. Le aziende ricevono o acquistano crediti messi all0asta dagli Stati. Un credito corrisponde a una tonnellata di emissioni di CO2. A partire dal 2008, la crisi economica ha però ridotto i consumi industriali e il prezzo delle quote di emissioni è sceso sensibilmente, mettendo a repentaglio il funzionamento dell0intero sistema ETS.

L0Assemblea di Strasburgo ha quindi deciso di andare in soccorso del mercato delle emissioni di CO2, ribaltando a stretta maggioranza (344 sì, 311 no, 46 astenuti) la decisione presa lo scorso aprile.

L0intento del Parlamento europeo è quello di ridare un futuro al mercato ETS, penalizzato dal perdurare della congiuntura economica negativa, e incoraggiare le imprese ad investire in innovazione a basse emissioni.

Si tratta comunque di una soluzione di compromesso che aggira la bocciatura del backloading espressa lo scorso aprile dal Parlamento stesso. A fronte della proposta della Commissione europea di rinviare le aste per 900 milioni di quote ETS dal 2013-2015 al 2019-2020, gli eurodeputati hanno infatti optato per un congelamento di un solo anno.

“Ora abbiamo un mandato e inizieremo i negoziati con i Ministri UE il prima possibile per cercare una soluzione comune che permetterà all’ETS di raggiungere il suo scopo”, ha dichiarato il relatore Matthias Groote, aggiungendo che “una riforma strutturale del sistema seguirà, per assicurare che l’ETS resti la pietra angolare della politica climatica europea”. Testo

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