Comunicati stampa — 15 luglio 2013

Il deputato europeo De Angelis commenta positivamente l’approvazione in Commissione del pacchetto delle politiche di coesione

politica_coesioneL’europarlamentare Francesco De Angelis commenta positivamente l’accordo sul Quadro finanziario pluriennale e l’approvazione del pacchetto coesione da parte della Commissione per lo sviluppo regionale di cui fa parte. Dichiara De Angelis: “E’ un testo positivo, perché notevolmente migliorato rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea. Ci lasciamo alle spalle anni di rigore sul piano delle procedure, agevolando la semplificazione delle norme e la possibilità di non disperdere le risorse impegnate, ma non spese. Per quanto riguarda i criteri di governance, il Parlamento europeo ha giocato una partita importante assieme al Comitato delle Regioni affinché i livelli regionali e locali siano pienamente coinvolti nella redazione dei piani strategici nazionali, che poi altro non sono se non la definizione degli obiettivi di medio-lungo periodo sui territori. Il ragionamento che ci ha guidati in Commissione è stato quello di puntare prioritariamente su semplificazione, trasparenza e concertazione territoriale. Tre obiettivi raggiunti. Tra settembre e ottobre voteremo il pacchetto legislativo sul futuro quadro finanziario pluriennale, e solo allora potremo quantificare l’entità reale dei co-finanziamenti Ue paese per paese e regione per regione. Sicuramente abbiamo gettato le premesse per la politica di coesione del futuro in un quadro che non penalizza più l’Italia come invece rischiava di accadere”. In merito alla condizionalità macroeconomica, ossia l’idea di legare l’erogazione dei fondi strutturali al rispetto del patto di stabilità, l’eurodeputato De Angelis conferma la propria contrarietà: “Le ragioni sono molteplici. Primo, non si capisce perché le regioni d’Europa da sole dovrebbero pagare il prezzo delle responsabilità macroeconomiche nazionali, che sono invece in capo ai governi centrali. Secondo, l’Europa ha bisogno di più crescita e meno austerità, ragion per cui noi puntiamo a ridurre i vincoli macroeconomici piuttosto che a incrementarli. Terzo, di tante politiche dell’Ue, la politica di coesione è forse quella che è stata più efficace nel ridurre le disparità sociali ed economiche tra territori europei: subordinarla al rispetto dei parametri di finanza macroeconomica vuol dire trasformarla nel suo opposto, ovvero in uno strumento a vantaggio esclusivo di chi già viaggia con il vento in poppa. Abbiamo portato avanti questo punto di vista fin dall’inizio, e oggi è la posizione largamente maggioritaria nel Parlamento europeo ed ora possiamo aspettare con fiducia la plenaria di Strasburgo prevista per settembre o ottobre, per la definizione dei piani strategici nazionali, e di quelli operativi nelle regioni e sui territori”.

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