L’Europa ingrana una marcia in più verso il completamento del mercato unico digitale. Questo l’esito di una intensa settimana di dibattiti e confronti sul futuro dell’Agenda Digitale per l’Europa, il piano di medio-lungo termine varato nel 2010 dall’Ue con l’obiettivo di trasformare questa filiera di mercato nella più importante economia digitale del pianeta.

Newsletter "l'Europa utile" — 17 settembre 2013

Newsletter “l’Europa utile” 06-2013


Roaming: il Parlamento accelera per abolizione entro luglio 2015

roamingL’Europa ingrana una marcia in più verso il completamento del mercato unico digitale. Questo l’esito di una intensa settimana di dibattiti e confronti sul futuro dell’Agenda Digitale per l’Europa, il piano di medio-lungo termine varato nel 2010 dall’Ue con l’obiettivo di trasformare questa filiera di mercato nella più importante economia digitale del pianeta.

Si stima infatti che un netto rilancio degli obiettivi dell’Agenda Digitale sarebbe foriero di nuova occupazione, libererebbe il mercato dai condizionamenti protezionistici, rivitalizzerebbe l’economia e aiuterebbe gli utenti europei ad avere servizi migliori a prezzi più ragionevoli.

Questo, in qualche parola, è il senso della risoluzione approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo lo scorso giovedì, proprio in contemporanea con il varo da parte della Commissaria per l’Agenda Digitale Neelie Kroes della proposta di regolamento che revisiona il mercato digitale a partire dall’armonizzazione dei prezzi dei servizi di telecomunicazione all’ingrosso.

La risoluzione del Parlamento parte dalla constatazione che è necessario superare i regimi di roaming intra-UE se si vuole effettivamente completare il mercato unico digitale. A questo proposito, essa fa sua una linea che noi Socialisti e Democratici abbiamo sempre sostenuto, e che prima delle vacanze estive era stata fatta propria dalla Commissaria Kroes: abolizione completa del roaming entro l’estate 2015. Inoltre, il testo parlamentare ribadisce il principio della neutralità della rete, in base al quale gli utenti devono essere messi nella condizione di fruire liberamente e autonomamente di contenuti e servizi web. E una decisa accelerazione, come suggerisce la risoluzione, deve essere data per liberare gli accessi alle reti di nuova generazione, affinché gli effetti benefici della concorrenza si possano riverberare sugli utenti finali.

E tuttavia, proprio nelle stesse ore, intervenuta per illustrare i contenuti della proposta di regolamento sul mercato digitale, la Commissaria Kroes faceva parziale retromarcia: non più abolizione del roaming entro il 2015, bensì entro il 2016, secondo un sistema di regolamentazione dei prezzi di vendita all’ingrosso che va a beneficio pressoché esclusivo dei colossi delle telecom europee.

Ebbene, sul roaming la risoluzione del Parlamento europeo ribadisce un impegno concreto, per altro già preannunciato a giugno dalla Commissaria: abolizione totale entro il luglio 2015. E sulla disciplina complessiva del mercato digitale, invita la Commissione a non piegare gli interessi degli utenti a vantaggio dei grandi operatori. È infatti comprensibile che la strategia digitale dell’UE sia tesa a rafforzare i nostri mercati nel rapporto ultracompetitivo con i mercati globali, puntando dunque sugli attori economici più solidi, ma tutto ciò non può avvenire sulla pelle dei consumatori europei.

Francesco De Angelis

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Strasburgo: la settimana in pillole – 09-12 settembre 2013

Il futuro dell’Unione
Secondo Barroso non mancano i motivi per essere ottimisti: nell’ultimo anno gli sforzi dell’Unione per uscire dalla crisi finanziaria hanno dato i loro frutti e l’economia dell’eurozona ha mostrato i primi segnali di ripresa. Video dibattito

plenariaMercato unico dell’energia
Il progetto di creazione di un mercato unico dell’energia è fondamentale per garantire all’Europa l’indipendenza energetica. Il Relatore ha ribadito la necessità di dotare l’Europa d’infrastrutture che colleghino gli Stati membri tra loro. Testo

Obiettivi ambiziosi in materia di biocarburanti
Il testo adottato dal Parlamento europeo obbliga gli Stati membri a garantire che, entro il 2020, il settore dei trasporti utilizzi il 10% di energia derivante da fonti rinnovabili. Inoltre, è stato fissato al 6% il limite massimo per la produzione di biocarburanti agro-alimentari, detti di prima generazione, in considerazione delle possibili ricadute sull’ambiente e sul mercato alimentare. Testo

Nuove norme per gli acquirenti d’immobili
Con questo testo, gli acquirenti godranno di una protezione maggiore in caso di mancato rimborso e avranno accesso ad una migliore informazione sui rischi e sui costi dei mutui. Testo

Manipolazione del mercato e “insider dealing”
Il Parlamento vota le norme per tener sotto controllo il mercato finanziario e assicurare la protezione dei cittadini. Inoltre, è prevista l’introduzione di sanzioni penali per attività di “insider trading”. Testo

Gioco d’azzardo online
Il gioco d’azzardo online è un’attività che comporta un elevato rischio di dipendenza ed è spesso legata alla criminalità organizzata, al riciclaggio di denaro e alla manipolazione degli incontri sportivi. Con l’approvazione del rapporto Fox, il parlamento s’impegna a rafforzare il controllo su queste attività e adottare misure per la tutela dei giocatori. Testo

Con i cittadini siriani
In nome dei valori che la contraddistinguono, l’Europa deve proteggere i civili siriani e rimanere solidamente ancorata al diritto internazionale: l’utilizzo delle armi chimiche da parte del regime di Assad richiede una condanna immediata. Con la risoluzione approvata giovedì, il Parlamento ha considerato la possibilità di un intervento militare a scopo deterrente in caso l’Onu autorizzi l’azione delle forze armate. Testo

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Biocarburanti più rispettosi dell’ambiente

biocarburantiIl crescente utilizzo di terreni agricoli per la produzione di biocarburanti comporta emissioni di gas a effetto serra. Alcuni dati scientifici hanno dimostrato che l’aumento delle emissioni è tale che, se considerato l’intero ciclo di vita del prodotto, può cancellare gran parte dei benefici dei biocarburanti.

Con l’intento di ridurre tali emissioni, e le conseguenze negative generate sulla sicurezza alimentare e l’ambiente dalla produzione di biocarburanti su scala globale, il Parlamento europeo ha adottato la scorsa settimana delle nuove regole per stabilire un tetto all’utilizzo dei biocarburanti tradizionali (cosiddetti di prima generazione) e un passaggio rapido a nuovi biocarburanti ricavati da fonti alternative, quali alghe e rifiuti.

Secondo il testo, approvato dall’Assemblea di Strasburgo con 356 voti a favore, 327 contrari e 14 astensioni, i biocarburanti di prima generazione (da colture alimentari) non dovranno superare il 6% del consumo finale di energia nel settore dei trasporti entro il 2020, in contrasto con l’obiettivo del 10% della legislazione vigente. Viene fissato anche un obiettivo minimo per i nuovi biocarburanti che dovranno rappresentare almeno il 2,5% del consumo di energia nel settore dei trasporti entro il 2020.

Inoltre, il testo, se approvato dal Consiglio in via definitiva, obbligherebbe gli Stati membri a garantire che, entro il 2020, il settore dei trasporti utilizzi il 10% di energia derivante da fonti rinnovabili.

Il Parlamento europeo ha deciso che questo è il risultato minimo. Adesso, secondo un complesso meccanismo decisionale, spetterà ai Governi dei singoli Stati membri riuniti in Consiglio adottare una posizione comune. Se questa sarà diversa dalla posizione in prima lettura adottata dal Parlamento, si andrà in seconda lettura per trovare un accordo.

“Accolgo con favore il voto del Parlamento per una corretta contabilizzazione delle emissioni di gas serra, compreso il cambiamento indiretto dell’utilizzo dei terreni”, ha dichiarato la relatrice Corinne Lepage. Testo

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I nostri giovani e il futuro dell’Unione Europea

giovani39,5%. A tanto ammonta il tasso di disoccupazione giovanile in Italia secondo gli ultimi dati dell’Eurostat del 30 agosto 2013. Statistiche addirittura peggiori riguardano altri Paesi europei colpiti duramente dalla crisi. I tassi di disoccupazione giovanile in Grecia e Spagna sono rispettivamente al 62,9% e al 56,1%. Cifre a dir poco preoccupanti.

Il Parlamento europeo già da tempo ha individuato nell’aumento vertiginoso della disoccupazione giovanile una questione fondamentale, cruciale e prioritaria per l’Unione Europea. A Strasburgo la settimana scorsa, con l’approvazione della Relazione Skrzydlewska, si è ribadito che quanto fatto sino ad ora non può bastare a combattere questa piaga.

Si stima che nel 2011 la perdita economica connessa al disimpegno dei giovani dal mercato del lavoro sia stata di 153 miliardi di euro negli Stati membri, circa l’1,2% del PIL dell’Unione e che per creare 2 milioni di posti di lavoro basterebbero meno di 10 miliardi di euro. Una cifra quest’ultima irrisoria se paragonata ai 153 miliardi di perdita.

L`Europa si è posta un obiettivo per il 2020, portare il tasso di occupazione delle persone di età compresa tra i 20 e i 64 anni al 75% e ha tutta l’intenzione di non disattenderlo.

In virtù di ciò, a Strasburgo i deputati del Parlamento europeo hanno affermato la necessità di avviare una politica per il mercato del lavoro attiva, globale e integrata.
Ci sono Paesi virtuosi in Europa, quali Germania e Austria, che potrebbero servire da esempio e dare l’input per le riforme, sebbene si riconosce che un’azione efficace deve necessariamente tener conto delle differenze territoriali.

La battaglia è tra le più difficili e per questo il Parlamento europeo chiede agli Stati membri e agli enti regionali, locali, comprese le parti sociali, i servizi per l’impiego, gli enti di formazione e istruzione, i datori di lavoro, le organizzazione studentesche e giovanili di unire le forze.

“La ripresa economica dell’Europa passa per l’occupazione e non ci sarà futuro per l’Unione se non riusciremo a garantire un futuro ai nostri giovani” con queste parole l’eurodeputato Francesco De Angelis plaude all’approvazione della Relazione. Testo

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Verso un mercato dell’energia competitivo e unito

buzekL’Europa si è impegnata a rispettare scadenze precise per il completamento del mercato comune dell’energia entro il 2014 e l’eliminazione delle così dette “isole energetiche” – territori isolati dalle reti energetiche europee – entro il 2015.

Con l’approvazione del rapporto Buzek, presentato a Strasburgo lunedì scorso, l’Europa ha compiuto un passo avanti in materia di politica dell’energia, adottando una strategia di medio-lungo termine.

Una delle priorità è la costruzione di nuove delle infrastrutture e la modernizzazione di quelle già esistenti, al fine di raggiungere l’efficienza energetica, necessaria a ridurre il costo dell’energia, le importazioni di combustibili fossili, le emissioni di carbonio e a garantire la sicurezza. Solo la realizzazione di queste infrastrutture porrà fine all’isolamento di alcuni Stati membri che non beneficiano delle reti europee di gas e dell’elettricità, e che per questo continuano a pagare prezzi troppo elevati.

Inoltre, un ruolo essenziale nel perseguimento di questi obiettivi sarà affidato ai mercati regionali, i quali dovranno collaborare alla realizzazione di progetti transfrontalieri e agli Stati membri che dovranno esercitare un controllo più attento sui prezzi del mercato dell’energia e astenersi dall’utilizzo di massimali tariffari fissati al di sotto dei costi sostenuti.

Infine, l’Unione s’impegnerà affinché siano rispettate le norme relative all’autorità dei singoli Stati membri, interrompendo le attuali politiche di sostegno ai prezzi su base nazionale. L’attuazione di queste norme è necessaria, poiché i mercati nazionali non riuscirebbero altrimenti a soddisfare le esigenze dei consumatori a causa del numero limitato di fornitori, dei prezzi poco competitivi e della scarsa qualità dei servizi.

Il Parlamento europeo invita, dunque, tutti gli Stati membri a intervenire sui prezzi, in particolare quei paesi che non hanno ancora applicato pienamente le normative europee sul mercato interno dell’energia.

Solo il rispetto di tali norme porterà alla risoluzione del problema legato ai prezzi dell’energia e allo sviluppo di un mercato dell’energia trasparente, sostenibile e competitivo, in linea con gli obiettivi che l’Europa si è posta per il 2020. Testo

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