Assemblea CNA: De Angelis (PD), puntare su nuove professioni anche in Europa

professioni_non_organizzateSi è tenuto il 1° ottobre l’intervento del deputato europeo Francesco De Angelis all’assemblea elettiva della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), convocata a Roma presso l’auditorium di Piazza Armellini.

Alla presenza del Presidente CNA Giorgio Berloffa e del Segretario Generale Sergio Silvestrini, oltre che di centinaia di delegati da tutta Italia, l’eurodeputato De Angelis ha partecipato a un panel sul futuro degli ordini professionali e delle professioni non organizzate assieme ai colleghi Benedetto Della Vedova (Senato, Scelta Civica), Raffaello Vignali (Camera, PdL) e Marco Causi (Camera, PD).

“Con il varo della legge 4/2013 – ha voluto precisare il deputato europeo – l’Italia si è posta alla testa del percorso di revisione europea delle legislazioni nazionali sulla disciplina delle professioni non organizzate. Ricordiamoci infatti – ha continuato De Angelis – che i moltissimi professionisti le cui competenze non sono inquadrate in un albo o ordine sono tuttavia attori virtuosi della nostra economia, e per questo meritano riconoscimento e tutele.”

Per l’esponente del PD “anche se l’Europa è all’avanguardia sul piano della legislazione che disciplina l’erogazione di servizi e prestazioni nella UE, non ha ancora affrontato in maniera organica il tema della regolamentazione delle cosiddette ‘nuove professioni’. E’ per questa ragione – ha aggiunto l’eurodeputato – che l’Europa deve puntare con più coraggio sulla tutela e gli standard di qualità delle nuove professioni: primo banco di prova, io credo, sarà la revisione della Direttiva Servizi prevista per il prossimo anno”.

“Il rischio – conclude l’esponente del PD ciociaro – è che con una legge all’avanguardia com’è la 4/2013 e nel contesto di un’Europa in ritardo, siano i nostri competitori negli altri paesi europei a trarre il vantaggio massimo dall’apertura dei nostri mercati. Il compito dei legislatori europei, ora, è di esportare questo nostro modello avanzato di regolamentazione delle nuove professioni su un livello europeo.”

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