Fondi UE: Da P.e. via libera ad accordo al ribasso

banconoteVia libera in Commissione Sviluppo Regionale all’accordo inter-istituzionale tra Parlamento, Consiglio e Commissione sul futuro della politica di coesione 2014-2020. Questo l’esito della votazione di questa mattina, che tuttavia però non è stata unanime.

“Su moltissimi punti portiamo a casa risultati importanti” ha commentato De Angelis. “Penso in particolare ai principi di semplificazione, alla governance multilivello tra Bruxelles e i territori, alla tenuta della concentrazione e distribuzione di fondi seppur in condizioni finanziarie generali estremamente negative.” Per De Angelis, “questo è il versante migliore dell’accordo, e rende realizzabile l’obiettivo di nuovi programmi operativi entro la primavera 2014″.

“Su un altro versante però – ha tenuto a rimarcare l’eurodeputato – l’accordo è insoddisfacente perché introduce vincoli di bilancio ispirati alle politiche iper-rigoriste della Germania: mi riferisco alla condizionalità macroeconomica, che rischia di far pagare alle singole regioni il prezzo di scelte macro-economiche in capo esclusivo alle autorità nazionali.”

Per l’esponente del Pd “avremmo preferito rigettare la proposta all’articolo 21 che introduce la condizionalità macro-economica, ma il voto in Commissione è un voto in blocco, secondo il principio del ‘prendere o lasciare’. Bocciare l’accordo in blocco – ha aggiunto De Angelis – avrebbe voluto dire rimandare il varo dei nuovi programmi al 2015, lasciando quindi a secco i territori europei per più di un anno.”

“Il problema è che se il Parlamento europeo stralcia anche solo un punto dell’intesa inter-istituzionale, allora viene meno l’intero accordo e bisogna ricominciare tutto da capo” – ha concluso De Angelis, per il quale però “quei territori che comprensibilmente chiedono lo stralcio del riferimento all’articolo 21, sono gli stessi che vogliono partire con la nuova programmazione fin dalla prossima primavera.” Per De Angelis “ormai ci troviamo in una dinamica co-legislativa che dovrà necessariamente sacrificare uno dei due aspetti: o sacrifica i tempi, e lavora a un testo più ambizioso che però non vedrà la luce prima del 2015; oppure, dando semaforo verde alla condizionalità macro-economica, stravolge il principio di equità che è proprio della politica di coesione, ma rispetta i tempi per il varo dei programmi entro i primi mesi del 2014″.

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