On. Francesco De Angelis: “Sugli stipendi dei manager, l’Europa sta con Palazzo Chigi”

stipendi_managerL’europarlamentare Francesco De Angelis interviene sulla questione degli stipendi dei manager pubblici che sta tenendo banco in questi giorni: “Si è fatto un gran parlare, in questi giorni, della proposta del Premier Renzi di ridurre gli esorbitanti stipendi dei manager pubblici. Il ragionamento è lineare: se vengono richiesti sacrifici a tutti, è giusto che a mettere mano al portafogli sia innanzitutto chi, oggi, beneficia dei salari più alti. Ma alcuni dirigenti, per la verità pochi, si sono subito affrettati a precisare che qualora dovesse passare il taglio degli stipendi dei top manager, loro andrebbero a lavorare all’estero. Eppure, non mi pare che gli strapagati top manager possano dormire sonni tranquilli neanche andando all’estero. Nel marzo 2013, il Parlamento europeo ha approvato norme vincolanti che introducono limiti ai bonus per i dirigenti bancari (il rapporto tra stipendio fisso e bonus è fissato a 1:1). Esponenti della maggioranza di governo a Berlino si sono subito affrettati a puntualizzare che si tratta solo dell’inizio, e che la Germania pensa di estendere queste ed altre norme di riduzione degli stipendi e dei bonus dei dipendenti pubblici ad altri settori professionali. Anche in Francia il dibattito fa breccia, tanto che è verosimile pensare che il governo francese approverà norme analoghe a breve. In altre parole, il problema sollevato dal Premier Renzi è sentito non solo in Italia, ma in tutta Europa, con buona pace dei top manager italiani che minacciano improbabili fughe all’estero. E se, come ci siamo ripromessi, con la nuova legislatura del Parlamento europeo l’UE dovesse mettere mano agli stipendi esorbitanti dei manager pubblici armonizzandoli, allora l’estero di cui parlano i manager italiani più ostili ai progetti del Premier si allontanerà sempre di più, fino a diventare estero extra-europeo. Perché l’Europa utile è anche quella che redistribuisce le ricchezze”.

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