Comunicati stampa — 19 luglio 2016

Analisi del voto, De Angelis alla Direzione provinciale del Pd: “Vince Grillo e torna il centrodestra. Sono loro gli avversari da sconfiggere”

direzione_provinciale_pd“Questa tornata elettorale ci ha fatto capire una cosa fondamentale per le sorti dei prossimi appuntamenti elettorali, ovvero che si apre una nuova partita. Non siamo più soli. Ci sono anche altri, gli avversari, che devono essere sconfitti”.

Così Francesco De Angelis, dirigente dem, intervenendo ieri alla Direzione provinciale del Pd, che ha visto partecipare segretari di Circolo, amministratori, eletti e sconfitti di queste ultime amministrative. All’ordine del giorno l’analisi del voto e il futuro del partito.

“Non c’è molto da stare allegri – ha aggiunto – ma c’è anche da dire che quando soffia il vento c’è poco da fare. Un anno fa sarebbe stata tutta un’altra storia. Questa è la verità. E’ quindi inutile oggi dire che se fossimo stati uniti le cose sarebbero andate diversamente. E’ accaduto che si è vinto dove eravamo divisi e viceversa. La situazione è particolare. Basta leggere i risultati a livello nazionale e regionale; dentro c’è una confusione totale, c’è tutto e il contrario di tutto. Ma il campanello d’allarme non va ignorato”.

De Angelis in perfetta sintonia con Costanzo ha quindi rilevato: “Vince Grillo e torna il centrodestra, che dove si presenta compatto ha la meglio. Di 20 Comuni capoluogo chiamati alle urne ne ha conquistati ben nove, contro i cinque del centrosinistra e i tre del M5S. Certo, la situazione politica è in continuo movimento, ma questi sono fattori dai quali non si può prescindere”.

E su quanto accaduto a livello locale, ha sottolineato: “La vittoria di Alatri non è stata improvvisata, ma parte da un’esperienza di governo positiva. Quel che è accaduto a Cassino, invece, altro non è stato che il risultato di ciò che si è riusciti a costruire sul territorio. Quindi basta con il tirare in ballo ogni volta la Federazione perché sono state altre situazioni a decretare un quadro così negativo. E’ ora di comprendere che quando c’è da scegliere la persona né De Angelis e né Scalia muovono un voto”.

E ancora: “Perché nessuno dice che durante i cinque anni di amministrazione Petrarcone il Circolo locale del Partito democratico è stato all’opposizione? E perché nessuno dice che quando sono andato a sostenere il sindaco quello stesso Circolo, che poi lo avrebbe appoggiato, mi ha duramente contestato? Questo per dire che si è raccolto quello che si è seminato e, soprattutto, si è pagato un clima avvelenato sin dall’inizio. A Cassino – ha rincarato la dose De Angelis – è prevalso un regolamento dei conti e si è persa la politica. Si recrimina l’assenza del simbolo? Altro grande errore, perché nessuno l’ha voluto”.

De Angelis ha ricordato ai presenti che le altre due grandi priorità alle quali lavorare sono la vittoria del sì al referendum e la ricostruzione di un campo del centrosinistra: “Dire che il passaggio del referendum è cruciale non è positivo perché significa che lo si sta caricando di un significato politico che fa perdere di vista la riforma, ma le cose adesso stanno così. Ecco perché dobbiamo impegnarci tutti affinché si comprendano fino in fondo i motivi per cui è necessario esprimere un parere favorevole. Sul secondo punto, invece, dico che è auspicabile il ritorno della coalizione, quella che tutti conosciamo, quella che ha vinto a Milano, Cagliari e Alatri, ma senza guardare solo ai partiti bensì anche alla società”.

E ha concluso: “Sono d’accordo con Francesco Scalia quando dice che bisogna mettere da parte le tifoserie, che sopra i 15 mila abitanti dobbiamo sempre far sventolare la nostra bandiera e che le primarie sono uno strumento da non lasciare nel cassetto”.

Ad aprire i lavori il segretario Costanzo, cui sono seguiti diversi interventi, tra cui quello di Ernesto Polselli, segretario del Pd di Cassino, critico con l’atteggiamento della Federazione, definito “equivoco e contraddittorio”, di Ermisio Mazzocchi, che ha auspicato un cambio di rotta, e di Francesco Mosillo candidato sindaco della città martire, che ha respinto al mittente le accuse di aver spaccato la coalizione. Nel corso della riunione le critiche non sono mancate, ma quella resa dei conti che qualcuno si aspettava non è arrivata. Ora, il Pd ha altro a cui pensare.

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