Comunicati stampa, Evidenza — 8 aprile 2017

Un milione di euro per migliorare la tutela ambientale. Il Consorzio Asi parte da Ceccano. Subito interventi sull’impianto di depurazione

incontro_asi-comune_ceccanoUn milione di euro da destinare al miglioramento della tutela ambientale. A tanto ammonta la cifra che il Consorzio per lo sviluppo industriale Frosinone investirà nei prossimi tre anni sul territorio di Ceccano.

Ieri nella sede dell’Amministrazione cittadina una riunione, durante la quale il presidente De Angelis e l’amministratore delegato di AeA Bianchi hanno illustrato, con il supporto di alcuni tecnici della società, i primi interventi che interesseranno l’impianto di depurazione, di proprietà dell’ente. Presenti all’incontro il sindaco Caligiore, il suo vice Ruspandini, i responsabili dell’Ufficio Ambiente e membri del Comitato Colle San Paolo.

Due gli obiettivi che il Consorzio si è posto: eliminare le emissioni odorigene, che è il problema maggiormente sentito dai cittadini, e avviare un monitoraggio continuo degli scarichi.

“Ci rivediamo dopo quattro mesi – ha esordito De Angelis – per annunciarvi che dalle parole passiamo ai fatti. Quanto concordato verrà attuato in tempi brevissimi anche grazie allo sforzo finanziario del Consorzio, che ha deciso di investire risorse proprie per un milione di euro. Circa 15 giorni fa abbiamo approvato un piano di investimenti proposto da AeA su richiesta dell’Asi per la tutela e salvaguardia dell’ambiente e ora il Cda ha dato il via libera definitivo ai primi tre interventi. Partiremo subito e realizzeremo gli interventi attraverso la società AeA, alla quale sono demandate tutte le procedure previste per legge”.

Sul primo fronte, quello delle emissioni odorigine, AeA confinerà la zona dove si effettua la disidratazione dei fanghi e coprirà le vasche degli ispessitori e di equalizzazione, che rappresentano le situazioni più critiche. Di più: l’aria attualmente emessa nella zona disidratazione fanghi verrà captata e convogliata in un impianto, definito scrubber, per essere trattata. E qui entrerà in gioco anche la Provincia, chiamata ad aggiornare le autorizzazioni in essere.

Sul secondo fronte, quello del monitoraggio degli scarichi, posizionerà cinque centraline, ad impatto zero, all’interno di nodi considerati sensibili (stazioni di sollevamento fognarie), che rileveranno in tempo reale parametri in grado di indicare lo stato di salute del refluo. Allo stesso tempo, sarà possibile individuare quelle aziende che emettono sostanze non autorizzate.

E su questo punto, il presidente De Angelis ha tenuto a specificare l’impegno del Consorzio nell’attività di controllo: “Vogliamo risolvere i problemi alla radice. Vogliamo assicurarci che da parte di tutte le aziende ci sia, a garanzia di tutti, rispetto dell’ambiente e delle norme. Lo sforzo che stiamo profondendo è massimo e lo dimostra anche la collaborazione con la Forestale, con la quale abbiamo avviato controlli di video-ispezione utilizzando un robot all’avanguardia per scovare scarichi anomali. La responsabilità della grave situazione che viviamo non può continuare ad essere generica, perché non tutti sono colpevoli, ed è giusto che paghi solo chi è responsabile”.

I presenti, nel ribadire la loro preoccupazione per l’attuale quadro ambientale, hanno riconosciuto all’Asi concretezza. “Per la prima volta – hanno ammesso – ci troviamo di fronte a progetti già finanziati e ad un ente che ha intenzione di agire”.

Caligiore, dal canto suo, ha insistito molto sull’urgenza dell’intervento, chiedendo tempi certi e aggiungendo: “Le centraline annunciate devono rappresentare solo un punto di partenza perché se il depuratore ha problemi non è certo per colpa degli scarichi dei cittadini, ma di quelli industriali”.

“Partiremo subito – ha assicurato Bianchi – e contiamo di concludere entro l’estate”.

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