“La pastorizia è un settore importante, che svolge una funzione di tenuta sociale, economica ed ambientale per il nostro territorio e quindi è un settore che deve essere aiutato”. Così ha esordito l’europarlamentare Francesco De Angelis in merito alla manifestazione di protesta dei pastori promossa dalla Coldiretti svoltasi a Roma Mercoledì scorso. “Quel che sorprende – ha detto De Angelis – è il fatto che il Ministro Galan non si sia nemmeno degnato di ricevere la delegazione dei manifestanti, per capire le motivazioni delle proteste e cercare possibili soluzioni. Così come sorprende il silenzio delle istituzioni regionali e provinciali sull’argomento, come se il problema non li riguardasse minimamente. D’altra parte i numeri esposti in questi giorni parlano chiaro: nel Lazio si contano più di tremila allevamenti chiusi nell’ultimo anno e nella Ciociaria, nell’ultimo decennio, un allevamento su tre ha chiuso i battenti. Sono cifre che evidenziano una crisi che si fa sentire sempre più forte, nel disinteresse completo delle istituzioni. Ci sono tante altre aziende che rischiano il fallimento: sono posti di lavoro che vanno difesi e per questo è necessario il supporto e la collaborazione di tutti i soggetti pubblici e privati che operano nel comparto. Gli allevamenti svolgono un ruolo insostituibile per l’ambiente, l’economia, il turismo e la stabilità sociale del territorio.

Bisogna ridare competitività al settore, consapevoli dell’aumento dei costi di produzione che stanno determinando forti difficoltà, specialmente in una realtà come la nostra, frammentata e caratterizzata da piccole entità produttive. Il Ministro Galan, anziché arroccarsi sulle proprie posizioni, dovrebbe convocare un tavolo nazionale con tutti gli attori della filiera e le organizzazioni di categoria, per predisporre un programma di rilancio della pastorizia e dell’agricoltura italiana. L’Europa in questo senso può dare un contributo decisivo, attraverso il Piano di Sviluppo Rurale con il quale si può accedere a fondi europei che possono generare occupazione e potenziare il settore agricolo”.








