Depuratore di Ceccano, De Angelis a Ruspandini: l’Asi per l’ambiente e con i cittadini

«Raccolgo l’appello di Ruspandini affinché nel raggiungere l’obiettivo della risoluzione del problema degli odori nauseabondi ognuno faccia la propria parte. Noi la stiamo facendo e continueremo a farla».

E’ quanto dichiara il presidente dell’Asi Francesco De Angelis all’indomani della presa di posizione del parlamentare di Fratelli d’Italia, che ha mosso critiche nei confronti dell’ente sul modo di affontare le criticità che da tempo lamentano i cittadini di Ceccano.

«Il Consorzio – aggiunge – non può rimproverarsi nulla. In questi anni, ha fatto quanto in suo potere per l’ammodernamento e l’efficientamento dell’impianto e credo che i quattro milioni di euro (di cui una parte è rappresentata da risorse proprie dell’ente) investiti sotto la mia presidenza ne siano una chiara prova, nonostante le evidenti difficoltà economiche che da diversi anni ci troviamo ad affontare. Solo un milione di euro – evidenzia ancora il presidente – è stato impiegato per il miglioramento ambientale, finalizzato alla mitigazione degli impatti odorigini, alla manutenzione delle reti fognarie, alla installazione delle centraline per il controllo della qualità dei reflui e alla ricerca delle perdite dell’acquedotto. A ciò si aggiungano gli interventi sulle vasche del comparto biologico. Il primo stralcio è già stato collaudato e posso anticipare che la Regione ha finanziato i lavori per il secondo, che consentiranno di completare l’intera progettualità. Sta per partire, inoltre, un intervento sull’impianto di prima pioggia, migrazione e sistema di controllo e impianto di cogenerazione. Di più: stiamo per inviare alla Regione un ulteriore progetto da inserire nella legge 46 per l’abbattimento del parametro fosforo. Ecco, credo che così agendo l’Asi abbia dimostrato la propria vicinanza ai problemi dell’ambiente, del territorio e dei cittadini. A Ruspandini dico quindi, senza voler fare polemica, di non buttarla in politica e che per quanto mi risulta e per quanto mi viene assicurato dalla società in house AeA, che gestisce l’impianto di Ceccano, gli odori non provengono dall’impianto di depurazione. Forse, bisognerebbe avere il coraggio di rivolgere lo sguardo verso una prospettiva più ampia per quanto riguarda il problema degli odori e dell’inquinamento della Valle del Sacco».

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