Pagamenti sprint per le imprese

Nella sala di rappresentanza della Camera di Commercio di Frosinone, davanti ad un folto pubblico ed in un’aula gremita in ogni ordine di posto, Giovedì 19 Maggio l’on. Francesco De Angelis ha presentato la direttiva europea sui ritardi di pagamento di cui è stato relatore in Commissione Industria Ricerca ed Energia.

“Si profila una vera e propria rivoluzione per le PMI ma anche per la Pubblica Amministrazione” ha spiegato De Angelis “E’ una direttiva europea, quindi obbligatoria per tutti gli Stati membri dell’Ue, che stabilisce una volta per tutte tempi di pagamento entro 60 giorni, interessi di mora e procedure accelerate di recupero delle somme. Le attività imprenditoriali sono fortemente ostacolate dai debiti o dai ritardati pagamenti, che spesso costituiscono la causa per il fallimento di imprese altrimenti redditizie. Per far comprendere la gravità del problema, è bene ricordare che l’Italia in particolare detiene la maglia nera nell’UE, con pagamenti in media dopo sei mesi e con la somma dei ritardi di pagamento stimata in 16 miliardi di euro. Questa direttiva costituisce una proficua misura anticiclica e un supporto alle aziende, soprattutto alle PMI, stabilendo termini certi e sanzioni adeguate per favorire le potenzialità dei pagamenti della Pubblica amministrazione italiana, che registra ritardi assolutamente superiori rispetto al resto d’Europa, a danno del nostro sistema produttivo. Questa normativa dà un forte impulso per il superamento della crisi economica contribuendo ad evitare ulteriori bancarotte e promuovendo il flusso di capitale delle imprese per rafforzare la competitività delle imprese europee nel lungo periodo”.

LA SODDISFAZIONE DELL’ON. FRANCESCO DE ANGELIS

L’Unione Europea interviene sull’annoso problema dei ritardi di pagamento, causa, oggi, di problemi e insicurezza finanziaria per i fornitori e in particolare le piccole imprese, grazie al contributo decisivo dell’europarlamentare Francesco De Angelis. E’ dunque soddisfatto del risultato ottenuto? Direi di si: è un importante risultato personale ma soprattutto una vittoria delle piccole e medie imprese. E tutto ciò è stato raggiunto mediante una faticosa trattativa con la Commissione europea e il Consiglio, che ci ha permesso di approvare il testo in prima lettura: dunque attraverso una procedura accelerata, nell’interesse anzitutto delle PMI che reclamano misure urgenti. Quali conseguenze derivano da questa problematica allo stato attuale? In tutta Europa la Pubblica Amministrazione risulta il cliente più inaffidabile riguardo alla puntualità dei pagamenti. Una indagine ha rivelato come, in termini concreti, l’economia europea potrebbe ricevere una spinta di 65 miliardi di euro se solo la Pubblica Amministrazione pagasse i propri debiti puntualmente alla scadenza. In Italia tale cifra è stimata in 16 miliardi di euro. L’esempio lo abbiamo anche nel nostro territorio, dove vi sono molte imprese a rischio fallimento per i ritardi di pagamento della Regione Lazio. La direttiva è immediatamente applicabile? Gli Stati membri dell’Ue hanno tempo fino al dicembre 2012 per recepire la direttiva, noi faremo fin da subito la nostra parte per far si che la questione venga affrontata il prima possibile. Il Governo italiano deve recepire subito questa direttiva perché è un problema molto sentito da tutto il tessuto produttivo del nostro paese. E’ impensabile che l’Italia non riesca a mettersi in regola o che perda tempo, soprattutto considerando che oggi un’impresa su quattro rischia di fallire proprio a causa dei ritardi nei pagamenti. I comuni sono allarmati da questa direttiva, cosa risponde? Capisco la preoccupazione ma per i Comuni non ci saranno problemi: il Governo, al momento dell’attuazione della direttiva deve rinegoziare il Patto di Stabilità e Crescita per gli enti locali, per garantire ai comuni la liquidità. Quindi avremo vantaggio per le PMI, che vedranno le proprie fatture saldate in tempi certi, e vantaggio per i comuni, che finalmente avranno a disposizione le risorse e gli strumenti per pagare le imprese ed i fornitori che lavorano per la Pubblica Amministrazione. E’ il Governo che deve garantire le risorse ai comuni, attraverso la rinegoziazione del Patto di Stabilità e dei vincoli di bilancio, perché non è accettabile che gli effetti di questi problemi strutturali vengano caricati esclusivamente sulle spalle delle PMI, cioè di chi fa e produce ricchezza, dà lavoro, crea innovazione. Così facendo, condanniamo quotidianamente tante PMI al fallimento e ai licenziamenti. Si affronti il problema in maniera responsabile, sapendo cioè che le micro, piccole e medie imprese sono il volano del nostro sviluppo.

La direttiva in pillole:

  • Transazioni con le P.A. – 30 giorni di tempo estendibili a 60 per forniture ad ASL e Aziende Ospedaliere;
  • Transazioni tra privati – 60 giorni di tempo salvo altri accordi tra le parti;
  • Tasso di interesse – maggiorato almeno dell’8%;
  • Esplicito divieto di ricorso a clausole contrattuali inique;
  • Trasposizione della norma a carico degli Stati membri dell’Ue, da completare entro il dicembre 2012.

La problematica in cifre:

  • L’Italia è ultima in Europa per tempi di attesa nelle procedure di pagamento (attesa media di 186 giorni, a fronte di 153 in Spagna, 65 in Francia, 48 nel Regno Unito, 36 in Germania, 30 in Polonia);
  • Il monte crediti delle imprese, solo in Italia, tocca i 70 miliardi di euro, di cui circa il 46% sono ritardi di pagamento da parte di enti del SSN;
  • Il debito complessivo della pubblica amministrazione italiana equivale a circa 4 punti di Pil;
  • Se nel 2009 i ritardi medi di pagamento raggiungevano i 52 giorni, nel 2010 hanno toccato gli 86 giorni e si stima che crescano per il dato relativo al 2011.

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